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7 giugno 2019

News

Tregua Salvini-Di Maio: «Il governo deve andare avanti»


«Il governo deve andare avanti». Lo scrivono in una nota congiunta, quasi fosse un imperativo categorico. Matteo Salvini e Luigi Di Maio si vedono. Il primo faccia a faccia di cui si abbia notizia da due mesi. Un’ora di colloquio per dirsi che l’esecutivo può e deve andare avanti. Se davvero accadrà, ancora non v’è certezza.

«Cercheremo di rispettare numeri e numeretti», dice Salvini, «ma non aumenteremo le tasse. Oggi mi sono visto per un’oretta con l’amico Di Maio e, finite le polemiche della campagna elettorale, vi do la mia parola che farò di tutto perchè il governo vada avanti, perchè è l’unico che può cambiare il Paese. E oggi ho sentito anche dei sì sui cantieri».
Tra le fila di M5s e Lega si usano espressioni come “tregua armata” e “navigazione a vista”. Sarà il premier Giuseppe Conte, in un vertice a tre che potrebbe tenersi lunedì, a dire se i suoi vice lo convincono. Dal Quirinale si registrano le parole dei due vicepremier che danno il senso di un passo in avanti.

Sullo sfondo resta la grande preoccupazione per la prossima legge di bilancio. E’ quello l’orizzonte che catalizza le attenzioni anche nel governo perché da lì, come avverte Moody’s, passa non solo la procedura d’infrazione Ue ma anche la credibilità dell’Italia agli occhi dei mercati. Salvini in mattinata ne parla con i responsabili economici della Lega, in una lunga riunione al Viminale: è Conte ad avere il mandato a trattare in Europa per scongiurare la manovra bis ma il ministro dell’Interno vuole esser della partita. Dalle scelte economiche dipendono le scelte politiche e la vita stessa del governo. E le visioni collidono: Conte vuol rispettare le regole, Salvini spinge per sforare.

Il leader leghista e Di Maio ne parlano nel colloquio, negato fino all’ultimo, che hanno nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi. E’ il leader M5s a premere per vedersi subito. Vuole chiedere al leghista, guardandolo dritto in faccia, se si va avanti seriamente o no. Qualche sottosegretario pentastellato, con buona dose di realismo, osserva che è una domanda sospesa perché il rischio del voto sarà superato solo a luglio, quando si chiuderà la finestra per andare alle urne a settembre. Ma a Di Maio il capo della Lega risponde di sì: andiamo avanti. Il dialogo è “positivo, cordiale, utile”, dice la nota congiunta che sigla la ritrovata sintonia personale. I vicepremier proclamano di volere un “dialogo costruttivo in Europa nell’interesse degli italiani”. (Fonte Ansa)


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