Ucraina-Russia, Putin in Armenia: manifestazioni contro guerra
24 novembre 2022

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Ucraina-Russia, Putin in Armenia: manifestazioni contro guerra


Arrivato in Armenia per il summit dell’alleanza militare Csto guidata dalla Russia, il leader del Cremlino Vladimir Putin è stato accolto a Erevan da manifestazioni contro la guerra in Ucraina. Centinaia di armeni ed emigrati russi hanno organizzato almeno tre proteste nel centro della città, scandendo slogan come “Putin è un assassino”, e “no alla guerra” scrive Moscow Times.

In Armenia c’è scontento contro Putin, accusato di non aver saputo proteggere il paese nel conflitto con l’Azerbaigian sulla regione contesa del Nagorno Karabakh. L’Organizzazione del trattato sulla sicurezza collettiva (Csto), il cui summit si svolge a Erevan, riunisce Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan.

Putin intanto è accusato di evitare il confronto con le madri dei soldati russi al fronte in Ucraina che lo accusano di averle escluse da un incontro in programma domani al Cremlino con i familiari dei militari. “Vladimir Vladimirovich ha il coraggio di guardarci negli occhi, non negli occhi delle madri e donne scelte ad hoc, ma di donne reali, che sono arrivate da diversi luoghi del Paese per incontrarla?”, ha dichiarato Olga Tsukanova, Presidente del Consiglio delle mogli e madri, in un video pubblicato su Telegram.

Il quotidiano online in lingua inglese Moscow Times ricorda le critiche in diretta tv di cui fu vittima Putin quando dopo l’inabissamento del sottomarino Kursk, dopo giorni dalla tragedia, si recò a Murmansk a incontrare i familiari delle vittime, sottolineando che probabilmente il Presidente russo vuole evitare il ripetersi di una situazione come quella. Ma in questo caso, le madri hanno raggiunto Mosca: “Siamo qui, pronte a incontrarla. Stiamo aspettando la sua risposta. O continuerà a nascondersi?”, ha scritto Tsukanova.

“E’ tutto il giorno che siamo seguite. Persone con il volto coperto. E dopo essersi accorti che avevamo in mano telecamere, si sono voltati e sono andati via. Non possono che essere i servizi. Non è per questo che sono pagati?”, ha scritto in un comunicato l’organizzazione che conta circa 500 iscritte e da tempo chiede al ministero della Difesa trasparenza sulla destinazione dei soldati e il permesso a parlare apertamente dei problemi della leva e della mobilitazione senza incorrere in accuse penali. Il Consiglio ha invitato il ministro della Difesa, Sergei Shoigu a una tavola rotonda a cui non ha ovviamente partecipato.

“E’ un momento molto difficile. Non abbiamo mai avuto migliaia di richieste di aiuto in una settimana prima d’ora”, ha aggiunto Valentina Melnikova, segretaria del Comitato delle madri dei soldati russi, un’altra organizzazione.


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