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12 aprile 2017

News Lamezia e lametino

Vicenda Sacal. Rosario Piccioni (Lamezia Insieme): «Fallimentare la linea adottata dal sindaco Mascaro»


«Non ho alcuna intenzione sulla vicenda Sacal di soffermarmi sull’aspetto giudiziario, rispetto al quale, comunque, esprimo grande apprezzamento e fiducia nel lavoro della Magistratura, della Guardia di finanza e della Polaria. A me interessa sottolinearne il dato politico ed evidenziare come, ancora una volta, la politica abbia rinunciato al suo ruolo, non assumendosi le proprie responsabilità. Da questo punto di vista è sotto gli occhi di tutti il totale fallimento della linea adottata dal sindaco Mascaro, che fino ad oggi è stata quella di sposare in pieno le posizioni del gruppo politico-imprenditoriale catanzarese, che da anni ha messo le mani sul nostro aeroporto».

Non usa mezzi termini, il consigliere comunale di «Lamezia Insieme», Rosario Piccioni, incontrando stamani la stampa lametina nella sede regionale di Sinistra italiana.

«Una linea, quella di Mascaro», prosegue l’avvocato Piccioni «che si è rivelata decisiva per consentire a Colosimo di gestire la Sacal fino a ieri. Ma è bene riepilogare come sono andati i fatti. Subito dopo gli avvisi di garanzia scattati nei primi giorni del mese di agosto 2015 nei confronti delle figure di vertice della Società aeroportuale calabrese, i rappresentanti della Provincia di Catanzaro e della Regione Calabria e il rappresentante dei soci privati, Grandinetti, avevano chiesto l’azzeramento del Consiglio di amministrazione a guida Colosimo. L’amministrazione Mascaro, tramite il rappresentante nel Cda Emanuele Ionà, aveva assunto una posizione diversa, esprimendo piena fiducia nella persona di Colosimo e chiedendogli di andare avanti».

«Nel mese di settembre ho presentato un’interpellanza per sapere dal sindaco le ragioni di una posizione che isolava il nostro Comune rispetto a Provincia e Regione, allineandolo con il sindaco di Catanzaro Abramo e il gruppo imprenditoriale catanzarese, e che non teneva assolutamente conto delle implicazioni politiche e di immagine dell’indagine partita nei confronti dei vertici della società.

«Nessuno ha mai messo in discussione la professionalità di Colosimo né ha fatto processi pregiudiziali, ma già dopo i primi avvisi di garanzia andava lanciato un segnale chiaro di discontinuità: un nuovo management trasparente e inattaccabile per gestire la società in questa fase delicata, a cominciare dal progetto della nuova aerostazione.

«Mascaro è invece andato avanti per la sua strada. In Consiglio comunale, rispondendo alla mia interpellanza, il sindaco il 9 ottobre 2015 affermava, come risulta dai verbali del Consiglio, che sull’indagine Sacal non c’era neppure “un capo di imputazione provvisorio”, rivendicava che il rappresentante del Comune da lui nominato era “fuori dal calderone” e si ergeva a paladino del garantismo.

«Anche io sono garantista, ma un conto è il piano giudiziario, un conto il piano politico dove chi è stato eletto dei cittadini deve assumersi delle responsabilità. E oggi constatiamo la grave responsabilità politica del sindaco la cui posizione assunta nei vari consigli di amministrazione, per quanto riguarda la nostra città, è stata decisiva per consentire a Colosimo di continuare a gestire la Sacal fino al terremoto di ieri».

Piccioni, nel prosieguo della conferenza stampa non nasconde ai giornalisti di essere preoccupato delle ripercussioni che la vicenda giudiziaria avrà sull’aeroporto di Lamezia e sugli scali di Crotone e Reggio che la Sacal si apprestava a gestire in via provvisoria.

«Se ad ottobre 2015 il rappresentante del Comune nel Cda ci riferiva che l’attività della Sacal era ingessata per un avviso di garanzia, figuriamoci ora. Siamo preoccupati anzitutto per i lavoratori Sacal, alla luce dei rilievi mossi dai sindacati sia per quanto riguarda gli stipendi dei lavoratori Sacal GH, sia per quanto riguarda gli avvisi pubblici che la società si apprestava ad emanare per reclutare personale negli scali di Reggio e Crotone.

«Per quanto riguarda i lavori della nuova aerostazione, riteniamo che le procedure per l’appalto vadano gestite dalla Stazione unica appaltante, per garantire il rispetto delle regole e la trasparenza e porre un argine a tanti appetiti pericolosi sul progetto».

Per quanto riguarda invece la nomina del nuovo Cda e del nuovo presidente, «il procuratore Curcio ha già tracciato l’iter previsto dalla legge, con la convocazione da parte del collegio sindacale dell’assemblea degli azionisti che dovrà eleggere i nuovi membri del Cda. Ci auguriamo che tutto venga fatto in tempi rapidi, per garantire all’aeroporto di Lamezia di continuare a funzionare a pieno ritmo a meno di un mese dall’avvio della stagione turistica.

«Colgo l’occasione per invitare il sindaco a farsi promotore di un processo di nomine che sia il più possibile all’insegna della trasparenza e della meritocrazia. Perché non invitare professionisti e manager, dei vari settori, lametini e non, fuori dai soliti giri, a inviare i loro curriculum per valutare se esistano esperienze gestionali positive da valorizzare e consentire loro di dare un contributo nel futuro Consiglio di amministrazione? Sarebbe un segnale positivo, di rottura con il passato e di apertura di una stagione nuova».

L’avvocato Piccioni, infine, esprime tutta la sua solidarietà al consigliere comunale Francesco Ruberto che «da quanto emerge, dopo le sue denunce su come avvenivano le assunzioni con il progetto Garanzia Giovani in Sacal, sarebbe stato oggetto di tentativi da parte di un rappresentante delle Forze dell’Ordine per metterlo a tacere. Ulteriore segnale del clima terribile che si respira in questa città».


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