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19 maggio 2019

Società

Vorrei ma non posso: il coraggio di lasciare. Un dilemma al 61,3% femminile


Lasciare, questa impresa impossibile, questa necessità che cresce dentro così difficile da trasformare in realtà. Perché preferiamo continuare a convivere con una persona che non amiamo più piuttosto che prendere in mano la situazione e accettare che le nostre strade si separino? Quali sono i meccanismi che scattano a livello psicologico rendendoci incapaci di prendere una decisione che coviamo in noi da tempo e ci logora giorno dopo giorno? Perché non riusciamo a chiudere, pur consapevoli che l’antico detto “meglio soli che male accompagnati” sia una gran verità?

Il portale Guidapsicologi.it analizza il tema del lasciare prendendo in considerazione la complessa relazione tra chi vuole lasciare, chi non è più amato, e l’eventuale presenza di una terza figura che fa la sua comparsa all’interno del rapporto e che spesso è l’occasione per mettere in luce problemi già sedimentati all’interno della coppia. Gli esperti suggeriscono alcune strategie da mettere in atto per trovare il coraggio di riprendersi la propria vita.

Sono i millennials i più tormentati
Secondo lo studio condotto da Guidapsicologi i millennials sono i più tormentati dalle dinamiche di chiusura rapporto e rappresentano infatti il 43% del totale. Al secondo posto la generazione X (35-44) con un buon 30%, seguita da i centennials con il 15%. Gli over 45 sono solo il 10%. Nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni la difficoltà del lasciare è accentuata dal fatto di trovarsi in pieno processo di costruzione: comprare casa, fare dei figli, non essere pienamente indipendenti dal punto di vista economico e quindi avere bisogno dell’altro anche per questioni materiali.
Si aggiunge il fatto che in questa fascia d’età chi ha figli, è nella maggior parte dei casi genitore di bambini piccoli, fattore che influisce in misura importante sulla decisione da prendere.

Le difficoltà del lasciare: un tormento prevalentemente femminile
A preoccuparsi sono soprattutto le donne e lasciare il marito è un dilemma che difficilmente si risolve in tempi brevi. Al primo posto ci sono le millennials (44,3%), seguite dalla generazione precedente (33,8%). Questo tipo di decisione trova spesso origine nella parte femminile del rapporto: la predisposizione ad analizzare e mettere in discussione sono in generale tratti tipici della donna.

Nell’epoca in cui viviamo, il ruolo femminile è stato oggetto di importanti cambiamenti e ora ridefinire i confini e assicurarsi gli spazi conquistati è un’attività continua. Quando le donne si trovano in una situazione di calo del desiderio, mancanza di attenzioni da parte del partner e nuove attenzioni che arrivano dall’esterno, poca collaborazione, e al tempo stesso godono di autonomia economica, sanno di poter scegliere. Sono libere di decidere se continuare insieme oppure prendere ognuno la propria strada e camminare da soli. La possibilità di scegliere è senza dubbio un privilegio, ma al tempo stesso porta con sé un grande peso.

Dopo i 40 anni l’altro ha un ruolo decisivo
Se fino ai 35 anni sembra che le dinamiche del lasciare riguardino prevalentemente la coppia, avvicinandosi ai 40 l’amante conquista un posto in prima linea (67,9%). Dopo i quaranta si acquisisce una nuova consapevolezza. Grazie all’esperienza vissuta, si impara a definire in modo chiaro cosa si vuole e cosa no, anche da un rapporto di coppia. Le delusioni servono a crescere e ad essere più selettivi riguardo alla scelta della persona da avere al proprio fianco, sia che si tratti del proprio partner o di una storia extra-coniugale. L’importanza del proprio tempo e delle persone con cui condividerlo diventa centrale e per questo non si è più disposti a perdurare in situazioni in cui non si sta più bene.

Come e quando trovare il coraggio di lasciare
Questo dialogo tra utenti e psicologi permette di estrapolare delle dinamiche tipo. Trattandosi di temi molto complessi e dalle mille sfaccettature, sarebbe un errore identificare regole di comportamento assolute, ma è importante riconoscere quali siano i comportamenti di auto inganno che possono mettersi in atto per saperli contrastare. E ricordare sempre, che per interrompere una relazione, seppure con tutte le motivazioni del mondo, occorre molta forza e molto coraggio.

A frenare la scelta di lasciare sono soprattutto:
-Preoccupazione per i sentimenti dell’altro
-Senso del dovere
-Paura di non farcela da soli
-Valore del percorso comune
-Senso di colpa

Ecco come affrontarli uno per uno:
-Stare con una persona per non ferirla non è fare il suo bene, anzi: se si vuole bene è giusto lasciare l’altro libero di trovare una persona che lo ami davvero.
-Il senso del dovere è un sentimento nobilissimo, ma ricordiamoci che il dovere principale è il rispetto dell’altro e di sé stessi.
-Rimanere con una persona per paura di non farcela da soli è svilente verso sé stessi e verso l’altro.
-Il percorso comune non perde il suo valore se si decide di interromperlo, però lo perderebbe nel caso in cui si venisse trasformato in una serie di menzogne e insoddisfazioni.
-Una relazione tenuta insieme dal senso di colpa non ha un grande futuro.


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