Oggi 30 novembre, Prima Domenica d’Avvento, un giorno che segna l’inizio dell’Anno Liturgico del Cristianesimo e il periodo di preparazione al Natale, la nascita di Cristo. Nel rito romano corrisponde alle quattro settimane prima del 25 dicembre. La sua durata è solitamente dai 22 ai 28 giorni, poiché include necessariamente le quattro domeniche più vicine alle solennità del Natale.
La parola “avvento” deriva dal latino adventus, che significa “venuta” anche se, nell’accezione più diffusa, viene indicata come un’attesa del Signore.
Non conosciamo la precisa origine dell’Avvento, sicuramente molte tradizioni e pratiche della Chiesa primitiva probabilmente hanno contribuito alla nascita di questa stagione liturgica. Gli storici dicono sia nato probabilmente nel V o VI secolo in Europa fino al IX secolo, quando la Chiesa ha designato la prima domenica di Avvento come inizio del nuovo anno liturgico.
L’Avvento è celebrato principalmente dalle chiese cristiane che seguono un calendario liturgico, come la Chiesa Cattolica Romana, Anglicana, Luterana e le denominazioni Ortodosse orientali. Il significato fondamentale dell’Avvento è sempre lo stesso in tutta la Chiesa: preparare i nostri cuori alla venuta di Cristo, tante le tradizioni e le liturgie che vi sono legate..
La corona d’Avvento è una tradizione cristiana secolare che consiste nell’accensione di quattro candele, una per volta per ognuna delle quattro domeniche d’Avvento. La forma circolare e il colore sempreverde della corona simboleggiano l’amore infinito ed eterno di Dio per noi. Il viola è il colore dell’Avvento; rappresenta la preparazione, il pentimento e la regalità mentre attendiamo con speranza la venuta del vero Re, Gesù.
Le preghiere dell’Avvento sono incentrate sulla speranza, sulla gioia e sul rinnovamento. Durante l’Avvento preghiamo per la pace nei nostri cuori e nel mondo.
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Tante sono le storie e le leggende legate al Natale. Una delle più belle è La leggenda degli Angeli dell’Avvento
Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Narra la leggenda che proprio in questo periodo scendono sulla Terra indossando abiti di colori diversi, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.
Il primo che arriva è l’angelo blu. Durante la prima settimana dell’Avvento un grande angelo discende dal cielo e porta sulle spalle un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Egli invita tutti a prepararsi per il Natale, il blu rappresenta il silenzio e il raccoglimento.
Durante la seconda settimana scende dal cielo l’angelo rosso, che indossa un mantello scarlatto. Egli porta con la mano sinistra un cesto vuoto, intessuto di raggi di sole. Passa su tutte le case, guardando nel cuore di tutti gli uomini per vedere se trova un po’ di amore…
Quando lo trova, lo prende, lo mette nel cesto e lo porta in cielo a tutti gli angeli e a tutte le anime che provengono dalla Terra, che ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.
Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra, tenendo nella mano destra un raggio di sole.
Va verso gli uomini che conservano nel loro cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi all’improvviso si sentono felici, il sole brilla nei loro occhi e tutti, anche i più poveri e umili, anche nelle giornate più buie e fredde, perchè hanno l’amore nel cuore.
Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.
Nella quarta e ultima settimana di Avvento, improvvisamente appare in cielo l’angelo viola. L’angelo dal gran mantello violetto passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro.
Ormai manca poco all’arrivo del Signore e l’angelo viola ci annuncia che il momento è vicino e che una grande gioia ci aspetta.
Il colore viola è formato dall’unione dei colori blu e del rosso, quindi l’angelo viola rappresenta l’amore vero, quello profondo che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.
Annamaria Persico (Articolo pubblicato il 1 dicembre 2017)


