I quasi 200 attivisti della seconda spedizione della Global Sumud Flotilla, partita dalle coste mediterranee per tentare di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza, sono stati fatti sbarcare sull’isola di Creta. Dopo essere stati bloccati dalla marina di Tel Aviv mentre navigavano ancora in acque internazionali, non lontano dall’isola greca, sarebbero stati scortati dalla guardia costiera cretese fino a terra. Alcuni di loro hanno denunciato di essere “sopravvissuti a 40 ore di crudeltà”.
Altri due cooperanti non sono stati rilasciati e saranno interrogati in Israele: “Attività illegali sospette”. L’arresto stesso degli attivisti, bloccati sulle 22 navi intercettate, avevano scatenato grandi polemiche: “Si tratta di pirateria”, avevano denunciato gli organizzatori della Flotilla. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha commentato aspro: “Sono sostenitori di Hamas. Gaza? La vedranno su YouTube”. Altre decine di imbarcazioni stanno compiendo lo stesso tragitto, attardate di qualche giorno rispetto alla “prima ondata”.
“Liberate subito Thiago e Saif”. Lo ha scritto la Global Sumud Flotilla sul suo profilo X citando i due attivisti Thiago Avila e Saif Abu Keshek, che saranno trasferiti in Israele per essere interrogati. “Chiediamo a tutti i governi di fare tutto il possibile per fare pressione sul regime israeliano affinché rilasci tutti i rapiti illegalmente”, si legge. Secondo gli organizzatori della spedizione umanitaria, i due non sarebbero neanche scesi a terra a Creta.
Intanto il legal team della Global Sumud Flotilla ha depositato un “esposto urgente” alla Procura di Roma per chiedere il “sequestro dell’imbarcazione che sta trasportando in Israele” i due attivisti prelevati in acque internazionali, fra cui il 44enne palestinese con cittadinanza spagnola e svedese, Abukeshek Abdelrahim Saif, componente del direttivo dell’organizzazione. La Flotilla chiede all’autorità giudiziaria italiana di “interrompere il seuqestro in atto” in “acque internazionali” dove il “natante israeliano” si “trova ancora” e di “prevenire il rischio” che l’uomo “subisca trattamenti inumani e degradanti”. Il legal team fa sapere che un pool internazionale di avvocati sta preparando “altre azioni” per ottenere “l’immediato rilascio” dei due attivisti. Alla Procura di Roma si chiede di “verificare” i “fatti” avvenuti nel Mediterraneo tra mercoledì e giovedì, valutare la “rilevanza penale” e individuar ei “responsabili” per promuovere “l’azione penale” nei loro confronti. (FONTI ANSA-ADNKRONOS)
