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16 giugno 2026

News

FOCUS. «Lamezia non può tacere davanti a certe derive» di Francesco Grandinetti (LAMETIA e non solo)


Oggi, anche a Lamezia Terme, esistono rappresentanti politici che si richiamano alle posizioni del generale Roberto Vannacci. Proprio per questo ritengo di non poter rimanere in silenzio davanti ad alcune dichiarazioni e ad alcuni comportamenti che stanno emergendo nel dibattito pubblico nazionale.

Trovo grave che si possa arrivare a mettere in discussione persino l’esistenza e la specificità del reato di femminicidio. In un Paese che continua a contare troppe donne vittime di violenza, minimizzare o relativizzare un fenomeno così drammatico significa non coglierne fino in fondo la portata sociale e culturale.

Allo stesso tempo, destano preoccupazione assemblee e manifestazioni nelle quali, senza particolari remore, si utilizzano linguaggi, simboli e riferimenti che richiamano stagioni della nostra storia che dovrebbero appartenere definitivamente al passato. Appunto  termini come “camerati”, saluti militari ostentati come simboli identitari e, in alcuni casi, persino richiami al saluto romano non possono passare inosservati.

Essere antifascisti non è una questione ideologica. È una questione di rispetto verso la nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e fondata sui principi della democrazia, dell’uguaglianza, della libertà e del rispetto dei diritti umani.

Per questo credo che non si possa restare indifferenti. Quando si mettono in discussione conquiste civili, quando si normalizzano linguaggi divisivi e discriminatori, quando si alimentano culture che anziché unire tendono a contrapporre, è dovere di chi crede nella democrazia prendere posizione.

Ritengo che il Consiglio Comunale di Lamezia Terme debba esprimere con chiarezza la propria distanza da dichiarazioni che rischiano di indebolire la cultura del rispetto e dell’uguaglianza. Non si tratta di censurare nessuno, ma di affermare con forza quali sono i valori sui quali si fonda la nostra convivenza civile.

Invito pertanto tutte le forze democratiche, progressiste e moderate della città a prendere pubblicamente posizione. Non è il momento dei silenzi né delle ambiguità.

Lamezia Terme è una città aperta, inclusiva, solidale. Una città che conosce il valore della libertà e della dignità delle persone. Per questo non può e non deve diventare un avamposto di culture politiche che riportano indietro l’orologio della storia.

La difesa dei diritti, della parità tra uomini e donne, del rispetto delle differenze e dei principi costituzionali non appartiene a una parte politica, appartiene a tutti coloro che credono nella democrazia.

Di fronte alle discriminazioni, all’intolleranza e ai tentativi di mettere in discussione conquiste civili e valori fondanti della nostra Repubblica, il silenzio non è neutralità,  diventa complicità.

Francesco Grandinetti

L.A.M.E.T.I.A. e non solo


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