Studiare, leggere, capire. Cultura è il bagaglio che ti porti per tutta la vita, conoscere la lunga storia che ci ha preceduto permette di capire il vivere di oggi.
Firenze, un antico amore: Liceo Classico Francesco Fiorentino, lezione di Storia dell’Arte, studiavo questa citta’ unica al mondo con la bellezza della Basilica di Santa Croce, il Duomo, la Cupola del Brunelleschi, il Battistero, Palazzo Vecchio, il David di Donatello, la fontana del Nettuno, la loggia dei Lanzi, la Galleria degli Uffizi, la Torre di Arnolfo, il Ponte Vecchio, Piazzale Michelangelo, San Miniato a Monte, Palazzo Pitti e Musei vari.
E camminando oggi per le strade di Firenze, in un centro tutto isola pedonale che accoglie oggi tantissimi bei negozi, ristoranti e bar, ci si immerge nel medio evo. Tra guelfi e ghibellini, nel 1200 Firenze vive un’esplosione demografica ed economica che la trasforma in una delle metropoli più influenti d’Europa. I Guelfi sono il popolo grasso, l’aristocrazia ed i ricchi mercanti che governano la città. I Ghibellini artigiani e lavoratori che iniziano a rivendicare un ruolo politico.
È in questo clima di intrighi e passioni che cresce Dante Alighieri, testimone diretto delle lotte fratricide che descriverà nella Divina Commedia.
A Firenze si cammina a testa in su per ammirare torri, facciate, campanili, palazzi d’epoca e monumenti. L’avrò vista una trentina di volte ma quest’ultima ha risvegliato in me l’emozione maturata al liceo classico, all’università, al piacere di viaggiare.
Nel 1200 (il Duecento), Firenze vive un’epoca di straordinaria crescita che getta le basi per il futuro Rinascimento. Gli artisti più influenti di questo secolo segnano il passaggio dallo stile bizantino a un nuovo realismo. Ad iniziare da Cimabue, il grande maestro della pittura fiorentina di fine secolo, noto per aver iniziato a dare umanità e volume alle figure sacre. E poi Giotto, allievo di Cimabue, che rivoluzionò l’arte introducendo la prospettiva intuitiva e l’espressività emotiva. Ed io Giotto e Cimabue li vivo da quaranta anni nella mia Assisi.
Arnolfo di Cambio, architetto e scultore, a lui si devono i progetti originali di Santa Maria del Fiore (il Duomo), di Palazzo Vecchio e della Basilica di Santa Croce. Coppo di Marcovaldo, celebre per i suoi mosaici nel Battistero di San Giovanni.
Il pugliese Nicola Pisano con la sua scultura influenzò profondamente l’ambiente fiorentino. La Firenze del 1300 era il cuore pulsante del Dolce Stil Novo, dominata dalla figura di Dante Alighieri, priore nel 1300 e amico/rivale Guido Cavalcanti. In un clima di aspri scontri politici tra Guelfi Bianchi e Neri, fiorivano poeti lirici, filosofici e comici, ponendo le basi della lingua italiana.
Dante Alighieri (1265-1321) e il principale poeta del periodo, esponente di spicco dello Stilnovismo, nel 1300.
Guido Cavalcanti (ca. 1258-1300), amico di Dante, figura chiave della poesia stilnovista, morì proprio nel 1300.
Il Dolce Stil Novo: movimento poetico dominante, focalizzato sull’amore platonico, la nobiltà d’animo e la figura della donna-angelo. Giovanni Boccaccio (nato nei primi del ‘300) crescerà in questo ambiente pieno di cultura dantesca. Altro nome importantissimo è il Petrarca. I poeti spesso sono coinvolti nelle lotte faziose tra Guelfi Bianchi e Neri, che influenzarono pesantemente le loro opere.
Firenze del 1400 è la culla del Rinascimento, un secolo dominato da geni che hanno rivoluzionato prospettiva e realismo.a Firenze ha vissuto anche il 400/500 con Filippo Brunelleschi, l’architetto che ha sfidato la fisica con la Cupola di Santa Maria del Fiore e inventato la prospettiva lineare.
Donatello,il maestro della scultura che ha riportato in vita la forza psicologica dei soggetti, come nel celebre David.
Masaccio, il pittore che, con gli affreschi della Cappella Brancacci, ha abbandonato le decorazioni gotiche per una pittura monumentale e umana.
E poi gli artisti della corte dei Medici: Sandro Botticelli, il pittore dell’eleganza neoplatonica, autore di capolavori come la Nascita di Venere e la Primavera.
Beato Angelico,celebre per i suoi affreschi mistici e luminosi nel Convento di San Marco. Andrea del Verrocchio, maestro di bottega fondamentale, tra i cui allievi spicca un giovanissimo Leonardo da Vinci, che inizia la sua carriera proprio alla fine di questo secolo.
La Firenze del 1400, culla del Rinascimento e dell’Umanesimo, fu animata da figure chiave come Lorenzo de Medici il Magnifico non solo politico ma raffinato poeta e scrittore , Poliziano, Luigi Pulci e Leon Battista Alberti, sostenuti dal mecenatismo mediceo e tanti altri. Questo periodo vide la rinascita degli studi classici.
L’umanesimo è il movimento intellettuale focalizzato sullo studio dei classici latini e greci (humanitas).Firenze divenne il centro culturale grazie al sostegno di Lorenzo il Magnifico ad artisti e letterati. La lingua prevedeva la sperimentazione tra latino umanistico e volgare. Sebbene giganti come Dante, Petrarca e Boccaccio appartengano al Trecento (precursori), il ‘400 fiorentino costruì su quelle basi una nuova estetica. Grande espressione è Machiavelli.
Mi fermo un attimo a fare memoria che la lingua italiana deriva principalmente dal volgare fiorentino del trecento grazie al prestigio letterario di Dante, Petrarca e Boccaccio, il fiorentino è la base della lingua italiana.
Sono all’interno della imponente Basilica di Santa Croce visitata almeno dieci volte e dove termino le mie riflessioni e l’escursus storico. Qui si trovano circa 250 tombe terragne e numerosi monumenti funebri monumentali. Le più celebri includono: Michelangelo Buonarroti la cui tomba monumentale fu progettata da Giorgio Vasari e decorata con tre statue che rappresentano la Pittura, la Scultura e l’Architettura. Galileo Galilei, il suo monumento funebre del 1737 celebra i suoi contributi alla scienza e all’astronomia. Niccolò Machiavelli, la sua tomba presenta l’iscrizione “Tanto nomini nullum par elogium”. Ugo Foscolo: Il poeta che nei Sepolcri celebrò Santa Croce come custode delle memorie nazionali; le sue spoglie furono traslate qui da Londra nel 1871. Vittorio Alfieri: La sua tomba è opera del celebre scultore Antonio Canova. Gioachino Rossini: Il grande compositore riposa nella navata destra della Basilica.
Sono emozionatissimo di cotanta grandezza e ricchezza culturale .
Termino la visita visitando altre Cappelle, c’è una mostra sugli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi che merita altro spazio assieme alla storica Opera di Santa Croce che detiene la custodia di tanta bellezza dal 1200. I frati Francescani Minori detengono la liturgia della Basilica abitando in un piccolo convento nei pressi dello storico chiostro. Presto scriverò anche di questi altri bei momenti religioso – culturali.
Giampiero Scarpino
