di GAIMPIERO SCARPINO
«A Scuola in Biblioteca», prendo spunto da questo progetto adottato dal Comune di San Giovanni in Fiore e guardo con interesse Antonello Martino, insegnante nello stesso in compagnia dei ragazzi della V^ A dell’ istituto Salvatore Rota.
Antonello Martino è attualmente Assessore del Comune di San Giovanni in Fiore con deleghe istruzione, scuola e cultura. Professionista poliedrico, unisce l’impegno istituzionale a una profonda attività nel settore del turismo naturalistico.
Da insegnante di Cresima delle medie per tanti anni e da studioso delle teorie di Gioacchino da Fiore, è scattata in me la lampadina per fornire un modesto contributo che possa invogliare i parroci a “portare” Gioacchino da Fiore, abate e venerabile , nelle aule del catechismo. I sette doni dello Spirito Santo sono grazie che, secondo la tradizione cristiana, perfezionano le virtù di chi le riceve. Il pensiero dell’abate Gioacchino da Fiore (1135-1202) è invece celebre per una visione “trinitaria” della storia, in cui lo Spirito Santo gioca un ruolo centrale come protagonista dell’ultima era dell’umanità.
I Sette Doni dello Spirito Santo
Questi doni derivano da una profezia del libro di Isaia (Is 11,2) e sono considerati necessari per vivere pienamente secondo il Vangelo:
1. Sapienza: aiuta a distinguere il bene dal male e a gustare le cose di Dio.
2. Intelletto: permette di comprendere in profondità le verità della fede e la Parola di Dio.
3. Consiglio: guida nelle scelte quotidiane secondo la volontà divina.
4. Fortezza: dona il coraggio di superare le difficoltà e restare fedeli a Cristo.
5. Scienza: aiuta a riconoscere l’impronta di Dio nel creato e nelle cose create.
6. Pietà: instaura un rapporto di fiducia e amore filiale verso Dio.
7. Timor di Dio: non è paura, ma rispetto profondo e desiderio di non offendere il Signore.
Il Pensiero di Gioacchino da Fiore
L’abate calabrese ha rivoluzionato la teologia medievale proponendo una suddivisione della storia della salvezza in tre età, corrispondenti alle tre persone della Trinità:
* L’Età del Padre: coincide con l’Antico Testamento, caratterizzata dalla Legge e dal timore.
* L’Età del Figlio: coincide con il Nuovo Testamento, caratterizzata dalla Grazia e dalla fede, vissuta sotto l’autorità della Chiesa.
* L’Età dello Spirito: è l’epoca futura (che Gioacchino vedeva imminente) caratterizzata dalla libertà, dalla contemplazione e dall’amore. In questa fase, la Chiesa gerarchica avrebbe lasciato il posto a una “Ecclesia spiritualis” formata da monaci e uomini spirituali.
Il collegamento tra i Doni e Gioacchino è importante e ricco di curiosità
Mentre la teologia classica vede i doni come strumenti per la santificazione individuale, Gioacchino proietta l’azione dello Spirito sulla storia collettiva. Per l’abate, i doni dello Spirito (specialmente l’Intelletto spirituale) sono la chiave per “aprire” i misteri delle Scritture e comprendere la concordanza tra i due Testamenti. Questa conoscenza non è solo nozionistica, ma una vera e propria illuminazione che guida l’umanità verso la perfezione dell’ultima età.
Le sue idee, sebbene condannate in parte dal Concilio Lateranense IV (1215), influenzarono profondamente i “francescani spirituali” e lo stesso Dante Alighieri, che pose Gioacchino nel Paradiso definendolo “di spirito profetico dotato”. E nel concludere condivido in pieno il pensiero di Gioacchino e penso che Antonello Martino ed il Comune di San Giovanni in Fiore possano andare fieri che il loro progetto presto entrerà nelle aule del catechismo .
