di GIAMPIERO SCARPINO
L’incontro tra Antonio di Padova e Francesco d’Assisi avvenne il 30 maggio 1221 in occasione del celebre Capitolo delle Stuoie ad Assisi. Questo evento segnò l’inizio di una profonda fratellanza spirituale e riconobbe il valore di Antonio come teologo e predicatore all’interno dell’ordine.
Il Capitolo delle Stuoie (1221) fu una grande assemblea dei seguaci di Francesco .Si svolse presso la Porziuncola (Santa Maria degli Angeli).Francesco convocò oltre 3.000 frati da tutta Europa. Poiché non c’erano abbastanza alloggi, i frati dormirono su umili stuoie di paglia. Antonio era da poco arrivato in Italia dopo un naufragio sulle coste siciliane. Era ancora un frate quasi sconosciuto agli occhi dei più, reduce da esperienze in Marocco. Durante l’evento, Francesco notò l’umiltà e la preparazione di Antonio. Non fu un incontro di lunghi discorsi, ma di profonda intesa spirituale. Nonostante la diffidenza di Francesco verso lo studio accademico (temeva potesse spegnere lo spirito di preghiera e umiltà), riconobbe il dono di Antonio e gli affidò ufficialmente l’insegnamento della teologia agli altri frati. A conferma della stima e dell’incarico, Francesco scrisse un breve e famoso messaggio ad Antonio, ricordato storicamente per l’appellativo di “vescovo”:”Al fratello Antonio, mio vescovo, frate Francesco augura salute. Approvo che tu insegni sacra teologia ai frati, purché, a motivo di questo studio, essi non spengano lo spirito di preghiera e di devozione, come sta scritto nella Regola.”
I primi e principali conventi e luoghi in cui sant’Antonio da Padova esercitò l’insegnamento della teologia, subito dopo aver ricevuto l’incarico ufficiale direttamente da san Francesco d’Assisi nel 1223-1224, sono concentrati tra l’Italia settentrionale e la Francia meridionale.
L’inizio dell’insegnamento in Italia fu al Convento di Santa Maria delle Pugliole a Bologna. È storicamente il primo luogo in assoluto dove sant’Antonio insegnò teologia. Nel 1223-1224, l’Ordine dei Frati Minori ottenne da san Francesco l’autorizzazione a istituire una scuola teologica interna per istruire i predicatori. Antonio, che si trovava a Bologna (città celebre per la sua università), divenne così il primo “lettore” (professore) ufficiale dell’Ordine francescano. Il convento originario oggi non esiste più, ma la tradizione è ereditata dallo Studio Teologico Sant’Antonio di Bologna.
Tra il 1224 e il 1227 Antonio fu inviato in Francia meridionale per contrastare la diffusione dell’eresia catara e albigese, unendo la predicazione pubblica alle lezioni teologiche per i confratelli.
Il Convento di Montpellier era sede di una rinomata università medica e teologica e fu il primo centro in terra francese in cui Antonio istituì una cattedra francescana per formare i frati nella corretta dottrina cattolica. Altro baluardo accademico e religioso Antonio lo creo’ nel convento di Tolosa. In questa città, definita allora “la terra degli eretici”, Antonio insegnò teologia e disputò accanitamente in pubblico e in privato per convertire i catari. Fu anche al Convento di Limoges: durante il suo soggiorno nella regione del Limosino, oltre a svolgere il ruolo di custode (superiore) dei conventi della zona, continuò l’opera di formazione dottrinale e teologica dei novizi e dei frati. Da qui torno’ in Italia , a Padova presso il Convento di Santa Maria Mater Domini. Al suo rientro definitivo in Italia, Antonio si stabilì in questa piccola chiesetta con annesso convento (donatagli dal vescovo di Padova nel 1129). In questo luogo, dove poi sorgerà la monumentale Basilica del Santo.Antonio organizzò l’ultimo e più maturo studio francescano di teologia. Qui completò i suoi celebri Sermoni prima di morire nel 1231. Francesco, morto nel 1226 era stato già proclamato Santo . Segue .
Giampiero Scarpino
