di GIAMPIERO SCARPINO
Ieri sera percorrendo la strada che porta a Magola’ sono passato dal castello Normanno Svevo, ammirando i suoi ruderi da tutte le posizioni: via dei Normanni (che è il miglior punto panoramico), le fontanelle di Niola e sotto le Cucchiarelle, la curva affacciata su san Teodoro prima della curva di Barisco.
Ho notato che il Castello è circondato da tanta vegetazione che quasi lo nasconde tutto e sicuramente nasconde i pochi fari esistenti. Ho immaginato re Federico II, la cinta muraria che ha fatto costruire, le cortigiane, i cavalieri, le prigioni, un castello medioevale ricco di storie. Ci sono delle case a ridosso del castello, altre che si affacciano su tanta bellezza, altre che sono quasi difese dal castello che le abbraccia. Tutto forma di giorno e di notte “il presepe ” di San Teodoro.
E poi ho immaginato di vedere turisti di tutto il mondo fotografare e girare all’interno del castello, visitandolo assistiti da una guida turistica appartenente ad una cooperativa di promozione turistica della nostra città. Turisti che avevano pagato l’entrata al Castello, altri che avevano acquistato un carnet che permetteva loro di visitare tutti i siti turistici della città. Ho visto passare molti ape calessino che accompagnavano i turisti e bus navetta che li portavano fino al cancello di entrata.
Tutti avevano in mano la brochure turistico – culturale – enogastronomica della nostra città. E poi bancarelle che vendevano di tutto e tantissimi souvenir del castello, dell’abbazia, del panorama di San Teodoro, della Chiesa delle Cucchiarelle, del Bastione di Malta, del vicino Mulino delle Fate, un luogo magico da visitare, e dei tramonti della nostra magica Riviera dei Tramonti.
E scendendo dal castello, attraversando San Teodoro e giungendo a Santa Lucia, ho immaginato botteghe artigianali che vendevano prodotti tipici e souvenir, taverne aperte, figuranti in costume e tanti ape calessino che portavano i turisti alla Chiesa delle cucchiarelle e poi per le vie di San Teodoro e del Timpone e risalivano alla fontana di Niola passando da Via dei Normanni dove i turisti fotografavano il castello, san Teodoro e la piana. Figuratevi che il conducente dell’ape calessino coloratissimo, era con cappellino e maglietta a tema.
Il giro turistico prevedeva anche il punto in cui il torrente Niola si getta nel torrente Canne.
Insomma un movimento culturale e turistico degno di una città dotata di tanta storia e servita da un aeroporto internazionale, che non è di tutti, una città che si affaccia sulla Riviera dei Tramonti con sullo sfondo le Eolie, Stromboli e la costa degli Dei… Mi auguro che nel 2026 tutto sarà così .
Giampiero Scarpino


