di GIAMPIERO SCARPINO
Oggi il Santo Padre Leone XIV ha indetto l’ “Anno di San Francesco” in occasione dell’apertura dell’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi.
Il Papa ha composto anche questa preghiera che ci può accompagnare in questo anno di grazia: “San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato, intercedi per noi presso il Signore.
Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro.
Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini,
In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni, intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo.
Amen
L’anno di san Francesco porta con sé – secondo la volontà del Papa – l’indulgenza plenaria presso tutte le chiese conventuali francescane e i luoghi di culto intitolati a san Francesco.
Recita in sintesi così la lettera del Santo Padre: Lettera del Santo Padre Leone XIV ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana in occasione dell’apertura dell’ VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, 10.01.2026
“Nostra sorella morte”, esclamava San Francesco il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola, mentre le andava incontro come un uomo finalmente pacificato. Sono trascorsi otto secoli dalla morte del Poverello d’Assisi che ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo. Nel ricordare la significativa ricorrenza dell’VIII Centenario del suo Transito, desidero unirmi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana e a quanti prenderanno parte alle manifestazioni commemorative, auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società. All’inizio della sua vita evangelica, aveva ascoltato una chiamata: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia pace”». Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno.
La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Oggi necessita la pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato. Possa l’esempio e l’eredità spirituale di San Francesco suscitare in tutti l’importanza di confidare nel Signore, di spendersi in una esistenza fedele al Vangelo, di accettare e illuminare con la fede e con la preghiera ogni circostanza e azione della vita”.
In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226-2026) Papa Leone XIV aprendo l’anno Giubilare Francescano concede dunque l’indulgenza plenaria per tutto il corso dell’anno. L’indulgenza si può lucrare nelle Chiese Francescane e Parrocchiali di tutto il mondo alle seguenti condizioni: Confessione Sacramentale, Santa Messa, accostamento alla Santa Eucarestia e la recita di una preghiera secondo le intenzioni del Papa, un Credo ed un Padre Nostro. Esiste la possibilità di applicarla anche ai defunti. San Francesco d’Assisi, ispirato nel 1220 dal Crocefisso di San Damiano, continua oggi ad essere attualissimo.


