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21 marzo 2026

Reportage BLOG

GBLOG. «La potenza di Francesco d’Assisi e del Francescanesimo» di Giampiero Scarpino


“Francesco ci ha guidato a riconoscere nella passione, morte e risurrezione di Gesù un dono per la vita di ciascuno di noi, perché a nostra volta possiamo realizzarci nel dono dell’amore reciproco”

È la sera della festa di San Giuseppe e qui ad Assisi è in corso l’evento storico della prima ostensione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco in occasione degli 800 anni dalla morte. Riecheggia una voce dal Sacro Convento: “L’ostensione si concluderà Domenica 22 marzo e non sarà ripetuta né durante questo centenario francescano né in un prossimo futuro”.
Ed ancora: “Questa venerazione delle spoglie mortali di san Francesco ha voluto essere non una rievocazione storica o l’esaltazione di un personaggio straordinario, né soltanto un’occasione di meditazione e preghiera, ma anzitutto l’incontro con un fratello che ha già realizzato la sua santità e che ci ha guidato a riconoscere nella passione, morte e risurrezione di Gesù un dono per la vita di ciascuno di noi, perché a nostra volta possiamo realizzarci nel dono dell’amore reciproco”.
Mattina del 19 festa di San Giuseppe, l’appuntamento è per le 7.30 primo turno; saremo un migliaio pronti per entrare ed io rientro tra i primi 10. Il momento lo vivo intensamente. Eccomi in Basilica Inferiore, sotto l’altare il sarcofago in vetro con le sacre spoglie del grande Francesco di Assisi. A sinistra l’affresco che amo: la Madonna dei Tramonti di Pietro Lorenzetti. Sono emozionatissimo davanti ai resti mortali del grande San Francesco.
Silenzio,contemplazione e preghiera. Pochi minuti e si ringrazia la provvidenza per questo dono che mi ha fatto.
Alle 9 la Santa Messa in Basilica superiore officiata dal Cardinale Lazzaro. L’ omelia incentrata sull’evento straordinario e sugli effetti che può avere sulla comunità di oggi. È presente tanta gente accreditata come me. Gli occhi vanno ai meravigliosi affreschi di Giotto ed io osservo due affreschi che adoro e che sono proprio accanto a me: il giovane e ricco Francesco che prega davanti al Crocefisso di San Damiano e il Papa che sogna Francesco ormai frate sollevare una Chiesa. Che strana coincidenza, un’altra strana coincidenza di questo veloce incontro con lo straordinario evento. Francesco ed Assisi ti danno una carica emotiva incredibile. Il tratto Basilica di San Francesco – Basilica di Santa Chiara l’ho fatto centinaia di volte anche per programmare le messe dei gruppi dialogando con tanti frati nelle sagrestie e prendendo il caffè con gli amici laici che accoglievano i pellegrini all’ingresso. Santa Chiara era invasa da tantissimi giovani seduti ai piedi del Crocefisso che parlò a San Francesco. Tanti altri seduti in preghiera in cripta dove riposa il corpo di Santa Chiara bellissimo e ben visibile avvolto nel suo abito di abbadessa. Al Vescovado una fila incredibilmente lunga per salutare il corpo ben visibile di San Carlo Acutis . Ed il giovane quindicenne Carlo Acutis la sua Santità se l’è guadagnata vivendo Assisi con il cuore. Sicuramente frequentando San Damiano e recitando lodi e vespri con frati e novizi.

Ed a San Damiano si conclude il mio breve pellegrinaggio in un luogo che amo. Vedo Francesco che da Borgo Aretino scappa da Assisi per rifugiarsi a San Damiano e poi lo vedi che va con i frati ad alloggiare a Santa Maria della Porziuncola lasciando San Damiano luogo di preghiera e dimora delle povere dame e Clarisse della Badessa Chiara. E qui ritrovi i frati, giovani novizi del 1995: fra Pasqualino, fra Luigi Giacometti allora maestro etc. Chiedi degli altri: Massimo Cavalieri a Spoleto, Stefano Orsi in Porziuncola, Vittorio Viola Vescovo dal Papa, Ambrogio Lamperti in Sardegna, Tonino Savina in Toscana, Giancarlo Greco in Puglia. Ci sarebbero altri ne cito solo uno: fr. Fabrizio Migliasso, maestro dei novizi e custode della Porziuncola che ci ha lasciato 50enne qualche anno fa per un male incurabile. Una preghiera al Crocifisso, un momento di forte e sentito silenzio nella Chiesina. Contempli il luogo dove Santa Chiara morì nel dormitorio, la finestrella dove si affacciò scacciando i saraceni, il chiostro etc.

Una domanda a Fr. Pasqualino: Vespri e Lodi sempre con la presenza dei giovani ? “Una marea , forse troppo ….” risponde Fr. Pasqualino. Saluto i frati e rivolgo a lui due parole: “Sai che ti cito sempre quando parlo a giovani e non giovani. Ricordo quei momenti di adorazione Eucaristica a San Damiano e te novizio che eri accecato dalla Santa Eucarestia che contemplavi estasiato e con gli occhi pieni di gioia ed iniziavi un cammino voluto da Dio, quel Dio che oggi nella gioia e nel giuramento francescano dei voti di povertà, castità ed obbedienza continui a servire.
Giampiero Scarpino


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