Un cammino di 8 km che ho concluso parlando in TV e tenendo felicemente per mano il mio amato nipotino Mario curioso di seguire da vicino il magico Santo di Padova.
Volevo scrivere un po’ per raccontare la Processione di Sant’Antonio ed uscire in rete con tempestività ieri mattina ma non ci sono riuscito. Alla fine della Processione di Sant’ Antonio 20000 passi e 8 km percorsi felicemente con una maglietta stra sudata e con una stampella a sostegno della mia anca operata, mi hanno fatto capire come solo S.Antonio potesse agire su di me e darmi la forza per gioire di tante emozioni rivissute dopo anni di commento liturgico dal piazzale di Sant’ Antonio.
Un ritorno agli anni 2000 dove pochi volontari dirigevamo il lungo corteo , senza alcun strumento tecnologico, tempi di gambe buone dove andavi su e giù perché una processione così lunga non la controlli facilmente e rischi la confusione. Il primo passaggio nei luoghi degli Statuari, la Vignola, nel ricordo anche di alcuni statuari non più tra noi. E poi seguendo la processione ho rivissuto emozioni intense, con fuochi di artificio che accoglievano il Santo ovunque. I quartieri Piedichiusa, Torre, Calia, Terravecchia hanno accolto con gioia e con il ristoro il grande Sant’ Antonio. Al quartiere Torre è stata ricordata la signora Gisella Perri detta Franca che ha sempre contribuito all’accoglienza della Processione. Solita sosta brevissima anche all’ex Lamezia Gomme con il tradizionale rinfresco.
Un drappo fiorito ha accolto Sant’ Antonio in via Capitano Manfredi, opera dei signori Cittadino e Celi. Poi un bagno di folla ha fatto da cornice alla lunghissima processione fino a via Colelli e viale primo Maggio. Qui altre soste, altri fuochi di artificio, altri canti al quartier generale degli statuari Cerra e poi le Monachelle, Pino Barbera con il tradizionale lancio di petali di rose. Ed infine i fuochi in piazza Mercato ed in piazza Bovio dove il Santo è stato come da tradizione incoronato con le Tredici luminose stelle .
E poi il tratto ufficiale del Corso Numistrano vissuto da commentatore per un ultimo intervento in TV e da nonno con il mio adorato nipotino Mario 4 anni, cosentino, preso per mano, che mi accompagnava incuriosito e felice di aver visto Sant’ Antonio, i fuochi di Piazza Bovio, la Processione, gli storici statuari, le autorità civili e religiose, la banda Città di Lamezia Terme dove hanno suonato la mamma e la zia e molti amici con i quali da anni condividiamo questo magico evento. Emozioni bellissime vissute da un pazzo come me innamorato di Sant’ Antonio, che vive e pubblicizza fino allo sfinimento il Santo ed in questo caso la processione, la commenta per chi vede da casa, in primis gli ammalati e poi i lametini e calabresi di tutto il mondo.
Un parlare continuo del grande Santo con tanta empatia da far vivere i luoghi ed i tempi di Antonio e dei grandi Francesco e Chiara. E poi il nipotino adorato Mario per mano, una emozione bellissima, unica al mondo . Emozioni che solo chi è padre e nonno e conosce le regole di don Bosco che insegnava parlando all’orecchio del ragazzo può capire.
Sant’ Antonio dopo gli ultimi fuochi di Piazza Mercato Vecchio risale verso il colle per salutare e benedire la città. Rientra in Santuario tra gli applausi e quell’ evviva Sant’ Antonio che resterà per un anno intero nelle nostre orecchie. E quel bellissimo Sant’Antonio, dalla statua napoletana del 1685 unica al mondo, continuerà a guardarci e proteggerci sempre. Evviva Sant’ Antonio! Evviva il grande Santo!
