Buona Pasqua con Papa Francesco. Un invito a rimettersi in cammino nella sequela di Cristo e del Vangelo
«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?».
Si tratta del celebre passo del Vangelo secondo Luca (24,5), pronunciato da due angeli (descritti come “due uomini in vesti risplendenti”) alle donne che si erano recate al sepolcro di Gesù la mattina di Pasqua.
In queste parole è l’annuncio della Risurrezione: le donne (tra cui Maria Maddalena) cercavano il corpo di Gesù per imbalsamarlo, ma trovarono la pietra del sepolcro rotolata via e la tomba vuota.
I messaggeri divini spiegano che Gesù non è più sottomesso alla morte: «Non è qui, è risorto!». Questo è il cuore del messaggio cristiano universale , un messaggio che sposta l’attenzione dalla morte e dal lutto alla speranza e alla vita eterna.
Papa Francesco ha spesso ripreso questa domanda durante le sue omelie di Pasqua (come nell’Udienza Generale del 23 aprile 2014), invitando i fedeli a non cercare la felicità in “cose morte” (come il potere, il denaro o il peccato), ma a cercare il Cristo vivente nella quotidianità.
Ed allora nelle Chiese oggi ascoltiamo , cantiamo ed osanniamo il canto che introduce la Santa Messa di Pasqua
“Cristo è risorto, alleluia! Vinta è ormai la morte, alleluia!” . Il testo celebra la risurrezione di Gesù, descrivendo la vittoria sulla morte e il dono della vita. Il ritornello “Canti l’universo, alleluia!” è un inno di gioia, speranza e salvezza.
Il canto sottolinea il trionfo della vita sulla morte e la riconciliazione dell’uomo con Dio, con l’invito a rallegrarsi ed esultare. “Popolo di Dio Canta di Gioia, aprite le porte a Cristo Salvatore. Cantiamo Osanna, la nostra Chiesa è in festa, è il giorno che ha fatto il Signore , rallegriamoci ed esultiamo”. Quante volte da San Damiano, luogo tanto caro a Francesco di Assisi , sentivo riecheggiare questi canti soavi. Francesco chiama il grande Papa Francesco; il Santo Padre incentrava le sue omelie pasquali sul passaggio dalle tenebre alla luce, invitando a rimuovere le “pietre” della speranza bloccata da dolore, egoismo e guerre. Egli sottolineava la vittoria della vita sulla morte e la necessità di portare la speranza del Risorto nel mondo, spesso evidenziando il coraggio di tornare al primo incontro con il Signore (la “Galilea”). “La Pasqua di Cristo porta una speranza che non deve morire, trasformando i fallimenti in opportunità di rinascita”. “Tornando alla “Galilea”, cioè al primo incontro con Cristo, per rigenerare la speranza e non chiudersi nel pessimismo.Vivere la fede come scommessa. Papa Francesco invitava ad alzare lo sguardo a Gesù per vincere la paura. “la risurrezione è una luce discreta che irrompe nella storia che invita a far germogliare la speranza”. Il ritorno alla Galilea lo vorremmo tutti e si può paragonare oggi al primo incontro in Chiesa con un sacerdote che con il sorriso ti legge un brano del vangelo che tu poi a casa lo fai tuo imparando uno dei quattro vangeli a memoria ( tempo max 2 ore ). Da qui sentirai il bisogno di trasmettere la tua esperienza agli altri sentendoti tu risorto a vita nuova e facendo risorgere chi sta vicino a te e chi ti ascolterà. Buona Pasqua!
Giampiero Scarpino
