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12 aprile 2026

Reportage BLOG

GBLOG. Oggi è la Domenica della Divina Misericordia, ‘rifugio di tutte le anime’


di GIAMPIERO SCARPINO

La Domenica della Divina Misericordia è una solennità celebrata la seconda domenica di Pasqua, istituita ufficialmente da San Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000 in occasione della canonizzazione di Santa Faustina Kowalska la Mistica polacca vissuta tra il 1905 e il 1938 che ricevette visioni da Gesù che le chiese esplicitamente l’istituzione di questa festa come “rifugio per tutte le anime”.

San Giovanni Paolo si fece “apostolo della Divina Misericordia”, canonizzando suor Faustina e indicando il suo messaggio come una luce per il mondo moderno. Per una singolare coincidenza, il Papa polacco è morto la sera della vigilia di questa festa, il 2 aprile 2005.
Santo Spirito in Sassia (nota anche come Santuario della Divina Misericordia) è situata a pochi passi da Piazza San Pietro, questa chiesa fu scelta da Giovanni Paolo II nel 1994 come Centro di spiritualità della Divina Misericordia a Roma. Oggi è il punto di riferimento principale per i fedeli che desiderano venerare l’immagine di Gesù Misericordioso e le reliquie di Santa Faustina e Giovanni Paolo II. L’immagine della Divina Misericordia (o di Gesù Misericordioso) raffigura Gesù Risorto che porta la luce della misericordia all’umanità. Fu dipinta per la prima volta nel 1934 da Eugeniusz Kazimirowski a Vilnius, seguendo le precise indicazioni date da Gesù a Santa Faustina Kowalska durante le sue visioni. L’immagine ha delle rappresentazioni principali e dei simboli importanti.
I Raggi: dal cuore di Gesù escono due raggi. Quello pallido simboleggia l’acqua che giustifica le anime (Battesimo e Confessione), mentre quello rosso simboleggia il sangue che è la vita delle anime (Eucaristia).
La Scrittura: in basso deve sempre comparire la scritta “Gesù, confido in Te” (in polacco: Jezu ufam Tobie), come atto di affidamento totale.
La Posa: Gesù è ritratto con la mano destra alzata in segno di benedizione e la sinistra che tocca la veste sul petto, indicando la fonte della grazia.
Esistono principalmente due versioni iconiche:
L’Originale di Vilnius (1934): Dipinta da Eugeniusz Kazimirowski sotto la supervisione diretta di Santa Faustina.
La Versione di Cracovia (1944): Dipinta da Adolf Hyła per il Santuario di Cracovia-Łagiewniki. È la versione più diffusa al mondo, caratterizzata da un Gesù con uno sguardo più dolce e uno sfondo spesso arricchito da fiori o paesaggi (anche se l’originale voleva lo sfondo scuro). Una immagine che ha fatto innamorare tutto il mondo e che spesso si regala affinché chi ne entra in possesso possa convertirsi. La sacra immagine viene abbinata alla frase “Amami come sei ” che sottolinea l’amore incondizionato: Dio ama il fedele non per le sue virtù, ma nonostante i suoi difetti. La preghiera incoraggia a non avere paura della propria miseria, ma ad offrirla. Invita a vivere il presente e ad abbandonarsi alla Misericordia. Un abbandono totale in Dio riconoscendosi peccatore penitente .
Grazie Papà Wojtyla e suor Faustina, Santo Stefano in Sassia a Roma sarà sempre meta di pellegrini che chiedono ed ottengono miracoli.
Giampiero Scarpino


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