di GIAMPIERO SCARPINO
Il Quadro Divino di Sant’Antonio è una celebre opera pittorica custodita a Lamezia Terme, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli (convento dei Frati Minori Cappuccini) a Nicastro.
Realizzato nel 1644 dal pittore romano Giacomo Antonio Stefanoni, il dipinto è oggetto di profonda venerazione popolare e considerato miracoloso dalla tradizione locale. Fu commissionato nel 1644 dal nobile nicastrese Gregorio De Fazio. L’opera, un dipinto di grande pregio, venne commissionata nel contesto della ricostruzione post-terremoto del 1638, che vide una forte rinascita della devozione Antoniana a Nicastro.
Rappresenta Sant’Antonio da Padova con l’abito originale dei frati francescani minori, a differenza della statua processionale che indossa il saio dei cappuccini. Si trova nella Cappella Reale di Sant’Antonio, situata a sinistra dell’altare maggiore. La cappella è nota per i privilegi reali concessi da Carlo II di Spagna e per lo stemma dei Borbone.
L’autore è Stefanoni, figlio di un editore calcografico e attivo a Bologna. Questi era un rinomato incisore e pittore di temi religiosi. Il termine “Divino” sottolinea il legame spirituale e i prodigi attribuiti all’immagine. Il quadro è solennemente esposto nella Cappella Reale .
Il dipinto costituisce, insieme alla statua di Sant’ Antonio del 1685, il fulcro della devozione per il Santo, proclamato patrono di Nicastro nel 1746 per aver protetto la città durante i terribili terremoti del XVII secolo.
La statua di Sant’Antonio di Padova a Nicastro (Lamezia Terme) è un simbolo centrale della devozione cittadina, custodita nel Santuario di Sant’Antonio della Parrocchia di Santa Maria degli Angeli .
La statua fu commissionata a Napoli nel 1685 dal venerabile padre Antonio da Olivadi, al secolo Giuseppe Punteri, allora superiore del convento dei Cappuccini.
Si tratta di una scultura lignea di scuola napoletana. Il Santo è raffigurato con il Bambino Gesù sul braccio destro sul libro dei Vangeli e un giglio bianco nella mano sinistra.
Contrariamente all’iconografia classica che lo vede con il saio marrone o grigio dei francescani, la statua di Nicastro indossa l’abito dei frati cappuccini, grazie ad una specifica autorizzazione storica concessa all’ordine che ne detiene la figura.
Sant’Antonio fu proclamato patrono di Nicastro nel 1746, in segno di gratitudine per aver protetto la popolazione durante i terremoti, in particolare quello devastante del 1638.
La statua è la protagonista delle festività che animano Nicastro ogni anno e di cui parleremo in questi giorni di attesa della Tredicina e della festa. La statua si presenta con un viso di Sant’Antonio bello, radioso e sorridente. “Guardatelo quanto è bello Sant’ Antonio maestà, con le sue Tredici stelle tutte piene di bontà ” recita il canto in onore del Santo .
Già solo nella navata di sinistra tre emozioni religiose e turistiche del 1600: il quadro Divino, la Cappella Reale e la bellissima unica Miracolosa Statua di Sant’Antonio. Ed ancora bisognerà aggiungere la navata di destra e tante altre cose .
Giampiero Scarpino
