I miracoli di Sant’Antonio sono al centro di una devozione secolare.
La tradizione del Santo come patrono delle cose perdute deriva dall’antico responsorio latino “Si quaeris miracula”.
Il “Breve in mano” riguarda invece una specifica preghiera-esorcismo che, secondo la leggenda, il Santo consegnò a una donna disperata.
Perché si prega Sant’Antonio per ritrovare le cose perdute .
La fama del Santo come “ritrovatore” nacque nel Duecento dopo che un novizio gli sottrasse un prezioso salterio. Il novizio, pentito, restituì il libro dopo aver visto un’apparizione.
A questo si unì l’inno” Si quaeris” composto dal frate Giuliano da Spira nel 1233, che cita esplicitamente il ritrovamento delle cose smarrite tra i prodigi del Santo.
Vediamo invece la donna con la “Breve” in mano. Il cosiddetto Breve di Sant’Antonio (noto anche come Brevetto) è un’invocazione considerata un piccolo esorcismo.La tradizione racconta che una donna portoghese, vittima di terribili vessazioni demoniache e prossima al suicidio, ricevette in sogno da Sant’Antonio un foglietto con questa preghiera.
Il testo latino recita: “Ecce Crucem Domini! Fugite partes adversae! Vicit Leo de tribu Iuda, Radix David! Alleluia!” (Tradotto: Ecco la Croce del Signore! Fuggite, nemici! Ha vinto il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide! Alleluia!).
Questa formula divenne così celebre che papa Sisto V, nel 1585, ne fece incidere una versione sulla base dell’obelisco in Piazza San Pietro a Roma, dove è visibile ancora oggi.
Ed ora andiamo a leggere i più famosi miracoli compiuti da Sant’Antonio durante la sua vita terrena.
Il pane dei poveri (Il miracolo di Tommasino)
Un bimbo di Padova di nome Tommasino, di soli 20 mesi, affogò in una grande vasca d’acqua. La madre, disperata, pregò Sant’Antonio promettendo di donare ai poveri tanto pane quanto era il peso del bambino se fosse tornato in vita. Il piccolo risuscitò miracolosamente e da questo episodio nacque la secolare tradizione della Caritas Antoniana e del “Pane dei Poveri”.
Il miracolo della mula
A Rimini (o secondo altre fonti a Tolosa), un eretico cataro di nome Bonovillo sfidò Antonio sulla reale presenza di Gesù nell’Eucaristia. L’uomo tenne a digiuno la propria mula per tre giorni. Portata in piazza, l’eretico le offrì del fieno profumato, mentre il Santo le mostrò l’ostia consacrata. La mula ignorò completamente il cibo e si inginocchiò solennemente davanti al Santissimo Sacramento, provocando la conversione del padrone.
La predica ai pesci
Trovandosi a Rimini, Antonio cercò di convertire un gruppo di eretici, ma questi iniziarono a deriderlo e a ignorarlo. Il Santo si diresse allora verso la riva del mare e gridò ai pesci di ascoltare la Parola di Dio. Improvvisamente, una moltitudine di pesci emerse dall’acqua accalcandosi a riva e disponendosi in ordine perfetto per ascoltare la sua predica, per poi dileguarsi solo dopo aver ricevuto la sua benedizione.
Il cuore dell’avaro
In Toscana, durante i funerali di un ricchissimo uomo d’affari e usuraio, Antonio interruppe la cerimonia gridando che il defunto non doveva essere sepolto in luogo consacrato poiché era privo di cuore. Il Santo affermò che il cuore dell’uomo si trovava invece nella sua cassaforte, citando il Vangelo: “Dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. Quando i parenti aprirono il petto del morto lo trovarono vuoto e, scassinata la cassaforte, scoprirono il cuore ancora caldo tra le monete d’oro.
Il piede riattaccato
Un giovane padovano di nome Leonardo, preso dall’ira, diede un violento calcio alla propria madre. Pentito e tormentato dal rimorso, andò a confessarsi da Antonio, il quale gli disse: “Il piede che colpisce il genitore merita di essere tagliato”. Il ragazzo intese le parole alla lettera, tornò a casa e si amputò il piede con una scure. Antonio, informato del tragico gesto, si recò subito dal giovane e, dopo una breve preghiera, riattaccò miracolosamente il piede alla gamba senza lasciare alcuna cicatrice.
Il neonato che parla
A Ferrara, un uomo estremamente geloso rifiutava di riconoscere il proprio figlio neonato, accusando la moglie di adulterio. Antonio prese in braccio il piccolo di pochi giorni e gli disse: “Ti scongiuro in nome di Gesù Cristo, dimmi chi è tuo padre”. Il neonato, guardando l’uomo negli occhi, pronunciò chiaramente e a voce alta: “Questo è mio padre!”, salvando l’onore della madre e la pace della famiglia.
La bilocazione e il morto che testimonia
Mentre si trovava a Padova a predicare, Antonio seppe per rivelazione divina che suo padre era stato ingiustamente accusato di omicidio a Lisbona e rischiava la pena di morte. Il Santo si bilocò istantaneamente nel tribunale portoghese. Davanti ai giudici increduli, fece portare la bara del giovane ucciso e ordinò al cadavere di svegliarsi e parlare. Il morto si sollevò e discolpò solennemente il padre di Antonio, indicando il vero colpevole, prima di tornare a riposare.
L’apparizione del Bambino Gesù
Poco prima di morire, durante un soggiorno a Camposampiero, Antonio fu ospitato dal conte Tiso. Una sera, il nobile passò davanti alla stanza del Santo e notò una luce intensissima filtrare dalla porta. Guardando all’interno, vide Antonio che teneva affettuosamente tra le braccia il Bambino Gesù, che era disceso dal cielo per confortare il frate nella preghiera.