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19 aprile 2026

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GIUDIZI UNIVERSALI #6.03: Hokusai, la grande onda dell’arte giapponese


di Gianlorenzo Franzì

Katsushija Hokusai, il più grande artista giapponese di ogni tempo, autore di opere iconiche come La Grande Onda, arriva per la prima volta a Roma a Palazzo Bonaparte con una grande mostra di oltre 200 opere che ripercorre l’intero arco creativo dell’artista, direttamente da Cracovia.

Hokusai, una delle figure più imponenti e rilevanti della storia dell’arte universale, con la sua potenza visiva ha influenzato tutta l’arte occidentale a partire da Monet, Van Gogh e tutti gli impressionisti.

L’esposizione compie un percorso che passa dalle serie più rivoluzionarie attraversando paesaggi iconici, capolavori immortali e tesori rarissimi. photo-2026-04-14-05-43-00-3 photo-2026-04-14-05-43-00

Hokusai: dal manga all’impressionismo

La sua maturazine artistica fu incredibile: dopo i 70 anni realizzò le sue opere più famose, come le “Trentasei vdute del Monte Fuji” o “La grande onda di Kanagawa”: eppure, paradossalmente, all’inizio a rendere noto il suo nome furono i manga.

Quello che oggi è un termine che indica i fumetti giapponesi, si scrive con i due ideogrammi man() e ga () dove “ga” significa immagini, pitture o disegno e “man” può essere interpretato come stravagante, senza scopo. Al termine del XVIII seolo il vocabolo fu usato in alcune pubblicazioni e poi usato proprio da Hokusai, per descrivere disegni e schizzi della sua famosa raccolta Hokusai Manga del 1814; eppure il termine non entrò nell’uso comune se non nel XX secolo. photo-2026-04-14-05-43-01-4

Hokusai è il grande interprete dell’Ukiyo-e, la corrente artistica che fiorisce durate il periodo Edo e che traduce in immagini la vitalità effimera del cosiddetto mondo fluttuante: l’ukiyo, nella tradizione del periodo Edo (1603-1868), rappresenta l’effimero mondo dei piaceri, dei teatri kabuki e delle cortigiane, celebrato dalla nuova classe mercantile cittadina, nato come concetto buddista di tristezza per la transitorietà, e diventato invito edonistico a godere del momento presente, celebrato attraverso le stampe artistiche.

Tra i grandi temi trattati, emerge con forza quello dell’acqua, elemento che Hokusai esplora in tutte le sue possibilità espressive.

Nella serie Un viaggio tra le cascate di varie provincie, l’acqua si trasforma in pura energia: vortici, spruzzi, flussi che sembrano animati da una vita autonoma. Ogni linea è espressione di una precisione tecnica estrema, ma il risultato non è statico: il segno diventa ritmo, la composizione si fa movimento, vengono anticipate sensibilità che diventeranno caratteristica dell’arte moderna. photo-2026-04-14-05-43-02-2

Uno degli aspetti più affascinanti della figura di Hoksuai è la sua idea dell’arte come percorso infinito: la conoscenza della natura e del disegno è un processo che non si esaurisce e non finisce mai.

Ma l’esposizione a Palazzo Bonaparte non si esaurisce con le opere su carta.

Hokusai: il Giappone tra il monte Fuji e il mare, tra vita e arte

Le Trentasei Vedute sono firmate con il nome Iitsu, chiarendo che si tratta del “precedente Hokusai”.

fiume

In Giappone come in Cina era normale per gli artisti cambiare nome durante la carriera, perché in questo modo si evidenziavano le differenti fasi della vita, rinnovando continuamente la propria immagine. È importante sottolineare come Hokusai fosse un artista profondamente commerciale, che basava il suo stesso sostentamento sulle tante vendite delle stampe a basso costo e sui libri illustrati prodotti: nonostante però il successo artistico, la cronaca riporta l’uomo come sempre in bilico sull’orlo della bancarotta, principalmente a causa della sua incompetenza finanziaria.

Ad ogni modo, le Trentasei Vedute mostrano il monte Fuji in vari modi, ora protagonista, ora semplice elemento di sfondo: e le prime cinque opere furono stampate esclusivamente in tonalità blu, unendno l’indaco tradizionale al blu di Prussia, pigmento allora innovativo. Le scelte cromatiche rispecchiano le differenti prospttive di osservazione: all’alba, dalla spiaggia, da un’isola vicina, dalle imbarcazioni.

Nella serie Hokusai ha introdotto il colore in maniera graduale, con tonalità di rosa e ombre sempre più marcate.

Le prime edizioni de La Grande Onda, invece, si distinguono per la sottigliezza cromatica: sfumature di rosa e grigio nel cielo, un intenso blu di Prussia nel mare. La fama occidentale della Grande Onda dipende in gran parte proprio dall’influenza che l’arte europea ebbe sulle prime fasi creative: nelle prime opere ci sono tentativi impacciati di applicare la prospettiva matematica, mentre ne La Grande Onda di Kanagawa la rappresentazione dello spazio profondo diventa notevolmente più raffinata. Le rigide linee prospettiche europee si trasformano nelle morbide pendici del Monte Fuji. photo-2026-04-14-05-43-01-3

Le stampe del Monte Fuji celebrano comunque la sacralità, l’immortalità, la maestosità del Fuji, ritraendolo come perno immobile della vita giapponese. La serie esplora il contrasto tra la natura eterna e la fragilità umana, fondendo il paesaggio sacro e le scene di vita quotidiana.

La Grande Onda di Kanagawa, parallelamente, simboleggia il contrasto tra la potenza travolgente della natura e la debolezza dell’uomo, con l’onda minacciosa come un artiglio che sovrasta barche di pescatori, con il Monte Fuji lontano sullo sfondo che osserva indifferente.

Accanto ai suoi capolavori, ci sono anche 180 oggetti che raccontano il Giappone dell’Ottocento: libri rari, armature, strumenti musicali, kimono e accessori come pipe e pettini, in un allestimento che costutuisce un dialogo incessante tra arte e vita quotidiana, tra estetica e spiritualità.

È imprescinidbile nella portata di Hokusai sull’Occidente la comprensione dell’influenza sull’arte: i tagli prospettici, l’uso del colore, la composizione dell’immagine, hanno influenzato Monet e Van Gogh, contribuendo alla nascita dell’Impressionismo e di nuove forma di rappresetazione della realtà. Ma anche la musica ne è traformata: Claude Debussy trae ispirazione dalla Grande Ondaper alcune sue composizioni.

Hokusai: la tecnica

La tecnica si basa principalmente su una raffinata forma di xilografia policroma gipponese, caratterizzata da linee precise, campiture di colore piatte e una agistrale abilità nella stampa. Hokusai ha rivoluzionato il genere fondendo la tradizione nipponica con le prospettive occidentali e l’uso del bokashi, una tecnica di sfumatura del colroe per ottenere profondità e delicatezza.

Il processo prevedeva l’intaglio di blocchi di legno, uno per ogni colore, con i quali venivano stampate le immagini su carta. A differenza però della tradizione, Hokusai introduce un orizzonte più basso e la prospettiva lineare occidentale, giocando sulla proporzione degli elementi.

La sua arte ha segnato una svolta fondamentale anche nella storia della stampa giapponese.

Hokusai: il percorso della mostra a Palazzo Bonaparte

il percorso si articola in dodici sezioni tematiche.

Si parte dal contesto dell’Ukiyo-e dove la crescita dei ceti mercantili favorisce una nuova sensibilità estetica legata al piacere dell’effimero. uomo-cavallo-donna

Si prosegue con l’analisi dei molteplici nomi d’arte adottati da Hokusai, che scandiscono le diverse fasi della sua produzione e testimoniano una continua tensione al cambiamento.

Molto spazio è lasciato ai grandi cicli iconografici: le vedute lungo la via del Tōkaidō, racconto visivo di un Giappone in movimento; la serie Trentasei vedute del Monte Fuji, in cui la montagna sacra diventa perno simbolico e compositivo; e gli studi sull’acqua, come in Un viaggio tra le cascate di varie province. Culmine del percorso è la celebre La Grande Onda di Kanagawa, sintesi perfetta di potenza espressiva e controllo formale.

Accanto a questi capolavori, la mostra approfondisce aspetti meno noti ma fondamentali: l’estetica dell’Edo urbano attraverso tessuti e abiti, il dialogo tra immagine e letteratura, la raffinata produzione dei surimono -stampe destinate a circoli colti- e il mondo dei racconti fantastici, popolati da spiriti e apparizioni. Il percorso si completa con sezioni dedicate agli oggetti della cultura materiale, come ceramiche e bronzi, che riflettono la stessa attenzione alla forma e alla misura presente nelle opere di Hokusai. scultura-rettile

Nel complesso, la mostra restituisce un’immagine articolata e profonda dell’artista, evidenziandone la capacità di trasformare ogni soggetto -dal paesaggio al quotidiano, dal reale al fantastico- in una visione universale e ancora sorprendentemente attuale.


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