Le studentesse e gli studenti del Polo Tecnico Professionale “Luigi Einaudi” di Lamezia Terme, diretto dalla prof.ssa Anna Primavera, hanno partecipato allo spettacolo “Francesca Morvillo. La strada interrotta”, scritto e diretto da Tiziana Di Matteo e messo in scena dalla Compagnia Stabile “A Regola d’Arte” al Teatro Comunale Grandinetti. L’iniziativa, promossa e seguita dalla docente Giovanna Villella, ha coinvolto diverse classi dell’istituto in un percorso di riflessione civile e culturale.
Lo spettacolo, patrocinato dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), restituisce voce e luce a una figura troppo spesso ricordata soltanto accanto a quella di Giovanni Falcone: Francesca Morvillo. Come scrive la prof.ssa Giovanna Villella nel suo resoconto: «Ci sono figure che la storia ha consegnato alla memoria collettiva in modo incompleto, come se un’ombra ne avesse avvolto il profilo. Francesca Morvillo è una di queste. Magistrata colta e rigorosa, donna discreta e appassionata, ha condiviso con Giovanni Falcone un destino di amore e di morte, ma anche una comune idea di giustizia intesa come responsabilità verso la vita, non come mera applicazione della legge».
Ad aprire la rappresentazione, gli interventi della scrittrice Silvia Camerino e della giornalista Tiziana Bagnato, attiviste del movimento “Agende Rosse”, che da anni operano per la diffusione della cultura della legalità.
Il pubblico, composto in gran parte da studenti delle scuole superiori, ha seguito con intensa partecipazione la rappresentazione, accogliendone con emozione il messaggio profondo.
Il teatro civile rappresenta per i giovani un luogo prezioso di incontro e di formazione. In un tempo dominato dalla velocità e dall’immagine, la scena teatrale restituisce il valore dell’ascolto, della parola e della memoria condivisa. Portare i ragazzi a teatro è un atto educativo, un invito a credere ancora nella forza della parola e nel potere trasformativo della memoria. Inoltre, come sottolinea la prof.ssa Villella: “Ricordare Francesca Morvillo significa restituire alla memoria collettiva una figura di luce, una donna che ha incarnato la possibilità di una giustizia umana, gentile, capace di ascoltare. Francesca Morvillo non è solo un nome inciso su una lapide accanto a quello di Falcone, ma una donna che ha creduto nella legge come strumento di umanità.
E in un tempo in cui la memoria tende a dissolversi, il teatro si conferma luogo di resistenza culturale, capace di far dialogare passato e presente.
Attraverso esperienze come questa, il Polo Tecnico Professionale “Luigi Einaudi” conferma la propria attenzione alla formazione culturale e civica dei giovani, promuovendo una scuola che educa non solo al sapere, ma anche alla consapevolezza, alla giustizia e alla bellezza del pensiero critico.


