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12 agosto 2016

News Calabria

Le raccomandazioni dell’Asp di Catanzaro per fronteggiare il fenomeno della proliferazione delle zanzare


Evitare ristagni d’acqua, attuare interventi di bonifica, provvedere ai trattamenti larvicidi e adulticidi. E’ questo, in sintesi, quanto viene raccomandato nell’ambito di una più dettagliata campagna d’informazione che l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, unitamente a una serie di interventi, ha programmato per fronteggiare il fenomeno della proliferazione delle zanzare, ed in particolare della zanzara «tigre», che ogni anno sistematicamente nei periodi estivi molesta non poco la popolazione residente e villeggiante.

L’iniziativa è curata dal settore Disinfezione-Disinfestazione dell’Unità operativa Igiene e Sanità pubblica, diretta dal dottore Giuseppe de Vito, per far sapere ai cittadini cosa bisogna fare contro le fastidiosissime zanzare e sensibilizzare la popolazione verso il problema, invitandola a collaborare con le istituzioni, adottando in ambito domestico comportamenti corretti che impediscano lo sviluppo dei focolai larvali.

Pertanto, prima di procedere ad una serie di interventi di lotta antilarvale, ritenuti necessari per rendere efficace l’attività di disinfestazione, è necessario che si instauri una specifica collaborazione tra Amministrazioni comunali, cittadini e Aziende sanitarie, con l’applicazione di misure preventive contro le zanzare comuni e «tigre» nel periodo che va da aprile a ottobre.

La zanzara «tigre» nel nostro Paese fa la sua comparsa approssimativamente proprio nel mese di aprile e, attraverso diverse generazioni, vive fino ad ottobre-dicembre, poi muore. In autunno depone le uova sulle pareti interne di contenitori in cui è presente acqua e le stesse sono in grado di resistere a temperature inferiori a – 5° C. Il ciclo biologico si riattiva quando le condizioni climatiche ritornano favorevoli.

In primavera le uova si schiudono quando vengono sommerse dall’acqua facendo uscire le larve che si trasformano in zanzare adulte. L’intero ciclo si completa in una/due settimane. Le femmine pungono l’uomo e gli animali per prelevarne il sangue necessario alla maturazione delle uova. Il luogo di riposo preferito della zanzara adulta è la vegetazione: erba alta, siepi, cespugli. La puntura provoca pomfi pruriginosi ed edematosi che si trattano lavando e disinfettando la zona colpita e applicando ghiaccio e creme al cortisone.

E’, perciò, necessario che da aprile ad ottobre la gente comune, amministratori di condomini e proprietari di attività industriali provvedano a pulire i tombini di casa e a trattarli periodicamente con prodotti insetticidi, che si trovano normalmente in farmacia (Bacillus Thuringiensis, biologico, in compresse o gocce e Temeophos compresse, chimico a basso impatto ambientale), efficaci contro le larve delle zanzare; eliminare le acque da sottovasi, annaffiatoi o bidoni e da qualsiasi altro contenitore, avendo cura di svuotare il tutto nel terreno e mai nei tombini; non lasciare all’aperto materiali che possano trattenere acqua piovana come copertoni, vasi, sottovasi, teli di plastica, bottiglie, barattoli.

Particolarmente rischiosi sono i tombini dei cortili privati, che, a causa del continuo ristagno d’acqua, costituiscono un focolaio perenne di moltiplicazione larvale.

Ai sindaci, quali massime autorità sanitarie locali, spetta il compito di emanare apposita ordinanza, che detti prescrizioni a diverse categorie di soggetti, affinché si eviti la formazione anche di piccole raccolte di acqua stagnante nelle aree pubbliche e private, ad esempio vasi e sottovasi, abbeveratoi per animali, grondaie vecchie, copertoni esposti o abbandonati, tombini con lunga permanenza di acqua sul fondo.

Devono inoltre predisporre un piano operativo di risanamento ambientale, attivando tutti gli interventi di bonifica necessari che comportino la corretta eliminazione di rifiuti e di vegetazione spontanea, la periodica pulitura di caditoie e tombini, la miglioria delle fognature, la manutenzione e cura degli spazi verdi comunali e così via.

l’Azienda sanitaria ha il compito di procedere ai trattamenti larvicidi di tutti i tombini e bocche di lupo in aree pubbliche e in zone con ristagno di acqua, dopo che i Comuni hanno provveduto al risanamento ambientale, nonché agli interventi adulticidi in caso di infestazione particolarmente intensa.

Anche i cittadini possono ricorrere all’azione adulticida, non prescritta dall’ordinanza comunale, nelle aree di proprietà privata, avvalendosi di imprese specializzate o, previo pagamento, contattando direttamente l’Azienda sanitaria.


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