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4 marzo 2026

News cultura, spettacolo, eventi e sport

Presentata la seconda edizione di Performing Festival: a Catanzaro approda il villaggio delle arti performative


Dal 7 al 14 marzo spazio a danza, musica, arti visive, tecnologia, esibizioni, workshop e talk di approfondimento, aperti a tutti e gratuiti. Riflettori puntati sulla lectio magistralis di Alfredo Jaar e sul film dedicato a Brian Eno.

 

CATANZARO – Dal 7 al 14 marzo 2026 Catanzaro torna capitale nazionale delle arti performative con la seconda edizione di Performing Festival, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e ospitato quest’anno nel Polo fieristico “Cav. G. Colosimo”, nel quartiere marinaro del capoluogo, trasformato per l’occasione in un vero e proprio villaggio dedicato alla performance.

La scelta degli spazi fieristici segna un passo avanti importante nel percorso del festival: non solo un luogo che accoglie eventi, ma un ecosistema culturale abitabile, dove talk, workshop, live, performance, musica, cinema e arti digitali convivono ogni giorno in un unico grande ambiente. Il villaggio Performing nasce per favorire incontro, attraversamento e permanenza, offrendo al pubblico la possibilità di vivere il festival come esperienza quotidiana e condivisa. Tutti gli eventi sono gratuiti.

 

Un villaggio aperto alla città, ai quartieri e all’università

Portare il festival nel quartiere marinaro significa anche spostare il baricentro della produzione culturale verso le aree più periferiche della città. Il Polo fieristico “Cav. G. Colosimo” diventa così un contenitore urbano funzionale per avvicinare l’arte performativa ai residenti dei quartieri più popolosi della città, alla comunità universitaria e a chi arriva da fuori città, grazie a una logistica più accessibile e a spazi ampi e inclusivi.

Questa impostazione rafforza la vocazione sociale del festival: abbattere le distanze tra centro e periferia, tra luoghi istituzionali della cultura e tessuto quotidiano, promuovendo partecipazione, prossimità e coinvolgimento intergenerazionale. Performing Festival si propone così come uno strumento di rigenerazione simbolica e relazionale, in cui l’arte performativa diventa linguaggio condiviso e occasione di cittadinanza attiva.

 

Performing Research: i risultati della ricerca artistica al San Giovanni

Uno degli output più significativi del progetto Performing sarà la presentazione dei risultati delle ricerche in campo artistico, in programma il 7 marzo alle ore 10.30 al Complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro. A cura di Simona Caramia, l’incontro di apertura della mostra vedrà gli interventi di Elena Bellantoni, Simone Bergantini, Matilde De Feo, Luana Perilli e Fabio Sandri, che illustreranno i progetti sviluppati in questi mesi di ricerca. La mostra resterà visibile sino al 15 maggio al Complesso Monumentale del San Giovanni.

Interverranno Virgilio PiccariSimona Caramia e Luca Panaro, insieme agli artisti. Questo momento rappresenta il cuore scientifico del festival, testimoniando come Performing sia non solo evento spettacolare ma laboratorio di produzione di conoscenza, con ricadute concrete su formazione avanzata, innovazione artistica e dialogo tra ricerca accademica e pratiche performative contemporanee.

 

Partner nazionali e highlight del programma: da Brian Eno alla lectio di Alfredo Jaar

La seconda edizione conferma e amplia la rete nazionale di partner del progetto Performing, che raggiungeranno Catanzaro da tutta Italia, rendendo il villaggio un hub di ricerca e sperimentazione aperto alle contaminazioni tra arti visive, musica, teatro, danza, nuove tecnologie e studi sul digitale.

Tra gli appuntamenti di punta:

  • 7 marzo, ore 21:00: Concerto di musica elettronica: Electro PRMG Act con Godblesscomputers;
  • 8 marzo, ore 19.30: proiezione del film “Eno” di Gary Hustwit, dedicato al pioniere dell’arte sonora e generativa Brian Eno. Presentato da Sonia Golemme e Dobrila Denegri, con talk su Never the Same Stream e l’estetica del mutamento perpetuo — un incontro imperdibile per esplorare l’intersezione tra musica sperimentale, arte digitale e pensiero filosofico.
  • 14 marzo, ore 10.30lectio magistralis di Alfredo Jaar, introdotta da Simona Gavioli e Dobrila Denegri.
  • Workshop intensivi su AI, live coding, teatro-danza (Giovanna Zanchetta, danzatrice, attrice e performer), BrainSound, software art conservation; performance di nuove generazioni (New Gen); concerti (Ballata del Mare, Conservatorio Napoli); masterclass partecipative e talk internazionali (Global SouthCondominio mediterraneo).

 

Al Villaggio Performing ci sarà spazio anche per diverse e prestigiose istituzioni formative nazionali e internazionali, con il contributo di artisti, studenti e dottorandi come la Escuela de Arte y Superior de Diseño de Alicante (Easda, Spagna), l’Université de Constantine 3 (Algeria), l’Università delle Arti di Tirana, la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA, Roma) e l’Accademia di Brera (Milano).

 

Performing OFF anticipa e amplifica il festival

Giovedì 6 marzo, ore 18.00, l’Ex Stac ospiterà Performing OFF: esposizione delle opere dei dottorandi dei progetti Performing Arts and Cultural Heritage (ABA Catanzaro) e Innovations, Technologies and New Materials for Arts (ABA Napoli), a cura di Dacia Palmerino e Andrea Grosso Ciponte. Espongono Ehab Halabi Abo Kher, Samuel Hernandez, Paola Loprete, Antonio Perticara, Giada Pugliese. Aperta dal 6 al 14 marzo (16.00-19.00), questa anteprima introduce il dialogo tra ricerca accademica e sperimentazione artistica che anima l’intera edizione.

Dal 9 all’11 marzo, poi, lo Student House “Ernesto Pucci”, a partire dalle ore 21, si trasformerà in un laboratorio sulla rigenerazione dei luoghi urbani. Gli studenti dell’Accademia Elia Valeo ed Eva Fruci, con il coordinamento del prof. Giacomo Costa, daranno vita a tre serate di confronto e dibattito alla cittadinanza tutta in cui troverà spazio la riflessione sull’evoluzione urbana, la memoria e il futuro.

 

Arte, comunità e responsabilità: il ricavato del merchandising a Emergency

In occasione di Performing Festival sarà allestita al Polo fieristico una area merchandising dedicata alla vendita di gadget e libri dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. L’intero ricavato sarà devoluto a Emergency, organizzazione che svolge un ruolo fondamentale nell’informazione e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, promuovendo una cultura di pace e sostenendo attività umanitarie attraverso la raccolta fondi.

Questa scelta conferma la volontà dell’Accademia e del festival di legare la pratica artistica a un’idea ampia di responsabilità civile e solidarietà, in cui la formazione e la ricerca estetica dialogano con i temi dell’uguaglianza, dei diritti e della cura delle comunità, vicine e lontane.

 

Un laboratorio permanente di arti performative

Con la seconda edizione, Performing Festival consolida il proprio ruolo di laboratorio permanente sulle arti performative, capace di mettere in relazione produzione artistica e formazione avanzata, nuove tecnologie e pratiche corporee, memoria dei luoghi e immaginari contemporanei, dimensione locale e rete nazionale dei partner. Nel villaggio troveranno spazio quattro postazioni in cui immergersi nel Metaverso realizzato dai docenti Sonia Golemme (Aba Catanzaro) e Pietro Pirino (Aba “Sironi” di Sassari).

Il villaggio Performing al Polo fieristico “Cav. G. Colosimo” diventa così il simbolo di una Catanzaro che guarda oltre i confini tradizionali dei luoghi della cultura, aprendo l’arte alla città tutta e facendo del quartiere marinaro uno spazio di sperimentazione, incontro e dialogo.

 

«La seconda edizione del Performing Festival chiude un cerchio che ha abbracciato due anni di lavoro – ha spiegato Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro -. Un lavoro che è il risultato del grande impegno profuso da tutti gli appartenenti all’Accademia, che ringrazio dal profondo del cuore. La nostra istituzione ha curato il coordinamento di un progetto che ha coinvolto altre 11 importanti istituzioni del comparto Afam e universitario italiano dimostrando enormi capacità. Il percorso fatto non poteva che condurci a realizzare, in un luogo che è stato anche associato alle difficoltà della pandemia da Covid 19, un villaggio delle arti performative che racchiudesse in sé tutto l’impegno e l’attenzione messi nel progetto Performing. Abbiamo fortemente voluto costruire un luogo aperto a tutti in cui dare forma e sostanza all’idea che l’arte, in ogni sua forma, sia un collante sociale e un motore di sviluppo personale, culturale ed economico per il territorio».

 

«È stato fin qui un percorso interessante e articolato, nel corso del quale ci siamo riscoperti comunità – ha aggiunto Simona Caramia, coordinatrice scientifica del progetto Performing -. Proprio dall’idea di comunità che si incontra è nata l’idea del Villaggio Performing: il progetto ci ha permesso di confrontarci con altre comunità, con altri luoghi e questo scambio trova sintesi e si realizza nel villaggio che sta oggi prendendo forma e che aprirà i battenti il 7 marzo. Qui decliniamo il linguaggio dell’arte performativa in chiave transdiscplinare grazie alle tante sfaccettature che ogni istituzione sarà in grado di portare nel villaggio». 

 

«Siamo veramente felici, come amministrazione comunale, di aver accompagnato sin dall’inizio eventi come questo – ha detto Donatella Monteverdi, assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro -. Il Villaggio Performing è l’apice di un progetto significativo che permette a uno spazio come quello del Polo fieristico di aprirsi al mondo dell’arte trovando una nuova declinazione per noi preziosa. L’interazione tra questo spazio e le attività in centro storico previste dal festival rafforza ancora di più la visione di una città che ha la sua forza nel suo essere policentrica».

 

Info:
Programma completo e aggiornamenti su: http://www.prmgfestival.com/

 


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