I taxi
Ventiquattro ore di stop al servizio taxi oggi in tutta Italia, a eccezione dell’Umbria. Ad aderire allo sciopero sono le sigle Tam, Unione Artigiani, Claai, ConsulTaxi, Satam, Ugl Taxi, Uti, Fedartaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi, Orsa taxi, Associazione tutela legale Taxi, Sitan, Unimpresa, Sul Taxi. Non aderiscono invece Uri – Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi.
Il servizio taxi “è un servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dal Comune, controlli obblighi di sicurezza e responsabilità precise verso l’utenza. Oggi questo modello è messo in discussione dall’ingresso aggressivo di multinazionali private che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto”, fanno sapere le sigle che hanno proclamato lo sciopero. “Scioperiamo per difendere un servizio pubblico sicuro, trasparente, equo che appartiene alla città, non a società che operano nei paradisi fiscali”. “I tassisti – aggiungono – difendono il loro lavoro, il sostentamento per le loro famiglie. Lo faranno anche da soli, ma il servizio pubblico lo difendiamo insieme, operatori e utenti. No al caporalato tecnologico”.
Le richieste: completamento della legge 12/2019 contro l’abusivismo; norme che regolino le piattaforme tecnologiche, evitando lo strapotere degli algoritmi; tutela del servizio pubblico.
La scuola
Come nella giornata di ieri il servizio scolastico potrebbe subire variazioni, sulla base della presenza dei lavoratori della scuola, per lo sciopero proclamato dai sindacati Flp, Confsai, Conalpe e Csle che coinvolge il personale docente e ATA a tempo determinato e indeterminato di scuole pubbliche, comunali e private. Dai nidi all’università quindi il servizio scolastico non è assicurato.
