Il SUL Calabria ha inviato ad autorità governative e INAIL un suo corposo intervento di 5 pagine per sottolineare cosa si stia verificando nel riconoscimento delle malattie professionali per i lavoratori portuali di Gioia Tauro.
Infatti, non si comprende il motivo del rigetto o della irrisoria percentuale concessa a fronte di quanto risulta nelle tabelle INAIL, di quanto rilevato dai medici aziendali, della documentazione medica prodotta e della considerazione che le patologie riscontrate sono identiche o analoghe per tutti i soggetti interessati e, pertanto, tipiche del lavoro che svolge chi è dipendente da Aziende portuali. Si rileva che tali patologie colpiscono anche e soprattutto personale che non ha mai svolto altro lavoro se non quello del portuale. Perciò il SUL ha scelto di intervenire ponendo delle questioni suffragate da dati e riferimenti di legge o di regolamenti vigenti.
Attendiamo che le istituzioni coinvolte vogliano approfondire quanto segnalato e ci siamo resi disponibili a consegnare tutta la documentazione in nostro possesso a dimostrazione che le nostre richieste hanno un fondamento solido ed ineccepibile e che le istituzioni e gli Istituti devono riconoscere i danni subiti in una attività oggettivamente logorante e che obbliga a posture e lavorazioni che, a lungo andare, possono influire sulla salute dei dipendenti.
PER LA SEGRETERIA SUL CALABRIA
ALDO LIBRI
SEGRETARIO REGIONALE
Lettera Aperta alle Istituzioni.
La scrivente O.S., con massimo rispetto per la legalità e profonda fiducia nelle Istituzioni, desidera richiamare l’attenzione degli Organi in indirizzo – ognuno per quanto di competenza – verso le peculiari situazioni che si sono venute a verificare in relazione alle richieste di riconoscimento della malattia professionale in favore dei Lavoratori portuali nostri iscritti. La presente non vuole essere un monito né un accusa o una polemica, ma vuole soltanto rappresentare una situazione su cui procedere al confronto al fine di fornire un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale dei riconoscimenti in materia.
Appare quindi doverosa una seppur breve premessa:
Premesso che, come noto, per malattia professionale si intende una patologia le cui cause sono da ricondurre all’attività o all’ambiente di lavoro e che perché sia riconosciuta come tale, occorre idonea certificazione medica.
Considerato che il Testo Unico n. 1124/65 dispone che, a fronte di una patologia di origine occupazionale, l’Inail ha il dovere di indennizzare, secondo regole precise, i danni provocati alla salute della lavoratrice o del lavoratore, prevedendo prestazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo.
Considerato altresì, che il decreto legislativo n. 81/2008 impone l’obbligo al Medico Competente (presente in ogni azienda) di effettuare la sorveglianza sanitaria quando dal “documento di valutazione dei rischi” emergano situazioni di potenziale danno per le lavoratrici e per i lavoratori; che la sorveglianza sanitaria si esercita con attività cliniche e strumentali mirate al rischio evidenziato, utili a definire lo stato di salute del lavoratore o della lavoratrice e a far emergere eventuali alterazioni che possono insorgere a causa del lavoro, ed invero al termine delle visite mediche, il Medico Competente deve esprimere uno dei seguenti
giudizi relativi alla mansione specifica:
- idoneità;
- idoneità parziale, con prescrizioni o limitazioni che possono essere temporanee (nel qual caso deve indicarne il periodo di tempo) o permanenti;
Ritenuto nella fattispecie che il D.Lgs. 272/99 è la Legge di riferimento per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro delle attività svolte nei porti italiani (ossia a terra) – per i lavori eseguiti a bordo delle navi, invece, la norma principale è il D.Lgs. 271/99. Secondo quanto riportato nel D.Lgs. 272/99, le attività lavorative più diffuse nei porti sono essenzialmente due:
– Operazioni e servizi portuali in genere: carico, scarico, trasbordo, deposito e movimentazione merce;
– Manutenzione e riparazione delle navi all’interno degli spazi portuali.
Le attività di riparazione delle navi hanno la caratteristica di esporre i lavoratori a una serie di rischi per la salute, quali ad esempio: inalazione di sostanze nocive nei lavori di saldatura, di pitturazione e di coibentazione; rumore e vibrazione oltre i valori di azione; radiazioni elettromagnetiche, ecc… .
Gli addetti alle operazioni portuali sono, invece, esposti a rischi per l’apparato muscolo-scheletrico dovuti a Movimentazione Manuale dei Carichi, a posture incongrue e a movimenti e sforzi ripetuti.
Orbene, il contesto territoriale di riferimento per i nostri iscritti è il Porto di Gioia Tauro, realtà che anno dopo anno ha costruito la sua storia macinando record ottenuti grazie alla professionalità delle maestranze ivi impiegate. Operai che con dedizione e in qualunque condizione meteorologica hanno svolto e svolgono da oltre 25 anni dure mansioni a bordo delle navi, sulle banchine portuali e a bordo di mezzi e macchinari complessi, il tutto con una turnistica H24 che prevede fino a cinque notti consecutive e che neppure in piena pandemia ha subito alcun arresto.
Quando parliamo di mezzi complessi ci riferiamo in particolar modo a:
- Gru di banchina che vedono una postura alla guida con schiena e rachide cervicale flessi in avanti e verso il basso da una cabina posta a circa 45 metri di altezza, postura mantenuta dall’Operaio per circa tutte le sei ore del turno e con braccia allargate per afferrare i manipolatori.
- Straddle Carrier che hanno un seggiolino ruotato di 90° rispetto alla direzione di marcia e ne consegue che per andare avanti o indietro bisogna ruotare collo e busto lateralmente per guardare dove si sta andando, flettendo colonna lombare e cervicale verso il basso per guardare giù mentre si lavora da una cabina posta a circa 12 metri di altezza.
Quando parliamo di lavori all’aperto ci riferiamo in particolar modo a:
- Rizzatore, mansione che a bordo nave o sotto le gru solleva carichi manuali (aste di rizzaggio, twist look, etc.), stando in piedi turni interi sollecitando la schiena e flettendo le articolazioni in qualunque condizione meteo, in quanto il lavoro è costante e continuo sia di giorno che di notte, sia sotto la pioggia che sotto il sole… etc.
Queste sono alcune delle mansioni svolte dai Lavoratori che nella maggior parte dei casi sono polivalenti, ovvero sono abilitati a svolgere più mansioni (ad esempio un lavoratore impiegato oggi sulla gru, magari nel turno del giorno successivo sarà impiegato come rizzatore, etc.).
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Partendo dalle su esposte premesse, da intendersi parte integrante della presente, negli ultimi anni la scrivente O.S. si è trovata ad avere molti dei Lavoratori iscritti sofferenti per patologie muscolo-scheletriche che coinvolgono soprattutto il tratto lombare e cervicale. Operai che negli ultimi 15-20-25 anni hanno svolto SOLO ed ESCLUSIVAMENTE il lavoro portuale, sulle banchine e sulle navi (dimostrabile da estratto contributivo) e per tanti di loro (quasi tutti) questo è stato ed è il primo ed unico impiego, assunti a suo tempo presso Medcenter Container Terminal Area Porto di Gioia Tauro.
Orbene, la stragrande maggioranza di loro è stata dichiarata IDONEA CON LIMITAZIONI dal Medico Competente, il quale riconoscendo una menomazione dell’integrità psico-fisica e con essa della capacità lavorativa, ha ritenuto dover prescrivere le attività da non svolgere.
Visto quanto, molti di questi Operai hanno inteso chiedere il riconoscimento di ciò che a noi sembra solo un loro sacrosanto diritto, ovvero la Malattia Professionale presso le competenti Sedi territoriali Inail.
Tuttavia, a fronte di una situazione nella maggior parte dei casi pacifica, evidente e strumentalmente provata, la riposta altro non è che un rigetto e, nel caso dei pochi riconoscimenti avuti, una minima percentuale che rimane al di sotto della franchigia o la supera di poco!
A ciò si aggiunga la lungaggine dell’iter amministrativo, spesso ben oltre 150 gg cui, per velocizzare, si deve procedere a solleciti tramite sito INAIL o tramite legale di fiducia dei lavoratori medesimi.
Numerosi sono i ricorsi amministrativi e giudiziari da parte dei Lavoratori interessati da detti provvedimenti emanati dalle Sedi territoriali Inail: tutti Operai che nonostante le visite disposte dalla Sede Inail di competenza o il puntuale invio dei questionari sottoposti dall’Istituto, nonostante la presentazione all’Istituto di risonanze e altri referti indicanti le patologie e certificati medici riportanti punteggi percentuali tratti dalle stesse tabelle emanate dall’Istituto, corredati quindi da certificazione medica dettagliata e da estratti contributivi a comprova dell’impiego presso MCT, o altre aziende portuali, da tanti anni, questi Lavoratori, con questo sistema, si vedono negare un proprio diritto!
D’altra parte, aumentano i costi che l’Inail deve sostenere per costituirsi in giudizio per una pratica di Malattia Professionale riconosciuta dal Giudice e che invece poteva essere trattata positivamente in prima istanza senza ulteriore aggravio per l’erario.
Se esposto il fatto ne scaturisce il diritto, come si vuole accada in un Paese democratico, allora il fatto è chiaro e incontrovertibile, ovvero, questi Lavoratori erano abili e privi di patologie al momento dell’assunzione – diversamente non sarebbero stati assunti -, (molti di loro infatti riferiscono di impeccabili e corrette visite preassuntive, molti di loro ci comunicano referti precedenti l’assunzione in MCT in cui non vi erano patologie muscolo-scheletriche), viene allora da chiedersi perché il riconoscimento non è automatico e in prima istanza visto che trattasi di Lavoratori che sono cresciuti professionalmente ed esclusivamente dentro il Porto di Gioia Tauro con anni di unico lavoro. Ed inoltre, perché patologie tabellate dall’Inail per i conducenti di mezzi, ovvero anche altre magari non tabellate ma comunque sempre patologie ampiamente riconducibili a posture e modus operandi operativo noto delle mansioni svolte, o da relazioni attività lavorativa svolta fornite dagli stessi Lavoratori, non vengono oggi riconosciute o vengono riconosciute con punteggi minimi forse non corrispondenti al vero danno patito da questi Lavoratori?
Prova ne sia che tutti i Lavoratori, referti alla mano, sono accomunati dalla medesime patologie, tutti hanno ernie, protrusioni, ecc. negli stessi tratti coinvolti, ma naturalmente noi non siamo medici ed è per questo che ci rivolgiamo ai massimi livelli Inail e ai Ministeri competenti che sicuramente molto più di noi possono sindacare su tali problematiche.
In conclusione, come Organizzazione Sindacale che crede nella legge e nella giustizia sociale, chiediamo alle pregevoli Istituzioni in indirizzo di valutare le situazioni rappresentate e assumere opportune linee guida cui uniformare a livello nazionale tempi e termini per il riconoscimento delle malattie professionali degli Operai Portuali, consapevoli e pronti a fornire ove da Voi richiesto, anche apposita documentazione comprovante quanto qui descritto.
Distinti saluti.
Il Segretario
Aldo Libri
