Come Tribunale per i Diritti del Malato di Lamezia Terme della Rete di Cittadinanzattiva di Lamezia Terme ringraziamo la d.ssa Amalia Bruni per averci chiesto di incontrarla per ascoltare la nostra Voce; una voce, la nostra, che non ha sollecitato l’attenzione di chi ha gestito la sanità in Calabria in questi anni.
Il nostro è stato un racconto di storie di criticità nella sanità lametina documentate da decine e decine di segnalazioni degli utenti che arrivano da noi disperati e spesso “incazzati”; dico fortunatamente “incazzati” perché i rassegnati non vengono al Tribunale per i diritti del Malato, come non vengono quelli che si affidano ai “CI PENSO IO!” che aprono le porte senza bussare. Saremo felici se altri candidati sentissero il bisogno di incontrarsi con noi guardandoci negli occhi seduti intorno ad un tavolo nella sede di Cittadinanzattiva e non, come sovente accade, per strada o dal fruttivendolo dal quale si esce con in una mano la borsa di bietole e nell’altra il santino delle preferenze.
Tutte brave persone, per carità! Ma i temi della sanità oggi vertono su idee alternative, distinte e separate: • al centro, la sanità pubblica con le risorse necessarie per risollevarne le sorti e dare risposte alla stragrande maggioranza di cittadini che non possono privarsene se non rinunciando a curarsi; • oppure al centro la sanità Privata , che avrebbe dovuto integrare quella pubblica ma non sostituirla, come sta avvenendo, anche in termini di risorse; e mentre ciò accade l’inarrestabile piano di rientro blocca l’assunzione di risorse professionali e lascia invecchiare quelle strumentali. Ecco perché suggeriamo ad ogni candidato di incontrare i cittadini elettori nei luoghi dove si possono dare risposte pubbliche sui programmi dello schieramento a cui appartengono e sulle responsabilità di chi ha governato il lento depauperamento della sanità pubblica.
Abbiamo esposto all’on. Bruni le CRITICITÀ rilevate, in questi anni, dal TDM di Lamezia Terme:
• l’odissea di un utente cardiopatico, proprio di questi giorni, sballottato da Catanzaro a Soveria Mannelli e da Soveria Mannelli a Lamezia Terme per il rinnovo di una Piano terapeutico;
• la frequente sospensione delle attività di prenotazione delle prestazioni in totale spregio del Piano nazionale di governo delle liste di attesa (P.N.G.L.A.) 2010-2012 (Intesa Stato-Regioni del 28 Ottobre 2010) ancora in vigore e della Legge 23 Dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 282 (Finanziaria 2006) – che vieta la sospensione delle attività di prenotazione delle prestazioni.
Il sistematico esautoramento della normativa in vigore non lascia scampo all’utente: adeguarsi o decidere di lasciar perdere a causa dei tempi esagerati delle liste d’attesa. Le criticità hanno radici datate nel tempo e si sono acuite nella fase di avvento del Covid 19, quando nel reparto di Medicina del nostro ospedale diversi anziani ricoverati, per effetto delle chiusure alle visite dei familiari, morivano in perfetta solitudine, pur essendo le stesse possibili con modalità protette. E questa prassi della chiusura netta alle famiglie dei degenti anziani e fragili si è protratta nella fase post- pandemica in modo ingiustificato. Abbiamo ricevuto segnalazioni continue dai familiari di degenti fragili, fatte pervenire a chi di dovere tramite l’Ufficio Relazioni col Pubblico (Urp), con il quale abbiamo stabilito un rapporto di fattiva e diligente collaborazione. Da chi di dovere, nessuna risposta; solo silenzio assordante!
Sono stati, inoltre, esposti alla dott.ssa Bruni:
• i problemi del sottodimensionamento degli organici (pronto soccorso e non solo), diretta emanazione dei famigerati piani di rientro, che vanno rimossi per carità di patria.; • l’accoglienza difficoltosa e i frequenti conflitti operatori-utenza, spesso sfociati in aggressioni a medici ed infermieri e che richiamano un deficit di comunicazione che va rimosso; • la sicurezza della struttura ospedaliera del tutto deficitaria, se è vero che le porte di ingresso al nostro ospedale continuano, in particolare nei due accessi al corridoio adiacente agli ambulatori specialistici, ad essere spalancati;
• il Cup, destinato a nuovi locali da poco ristrutturati, ancora relegato in un nascondiglio protetto da guardie armate.
ALLA LUCE DELLE CRITICITÀ SEGNALATE, ABBIAMO, PROPOSTO ALLA CANDIDATA BRUNI E CONSIGLIERE USCENTE:
• per quanto concerne il CUP interno al nostro ospedale, a latere della sua funzione front office, l’attivazione di un contatto telefonico diretto per la ricezione di informazioni, attualmente fruibili solo in presenza e dopo lunghe attese .
• Al fine di rimuovere le problematiche rilevate al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Giovanni Paolo Secondo”, il primo passaggio implica l’adeguamento degli organici e contestualmente una riflessione sul tema della comunicazione;
• maggiore attenzione ai diritti dei disabili, soprattutto negli spazi antistanti gli ambulatori preposti alle attività di riabilitazione e un minimo di attenzione manutentiva alle vie di accesso dall’ingresso nell’area ospedaliera al pronto soccorso, dive il dissesto del manto stradale costringe i malati in ambulanza a sottoporsi ad insopportabili passi di samba. • assunzione di iniziative atte a risollevare le sorti della medicina di emergenza che chiama drammaticamente in causa il 118 con pochi medici e con ambulanze non medicalizzate.
Come TDM di Cittadinanzattiva di Lamezia Terme CHIEDIAMO a tutti candidati, ai cittadini chiamati a votarli e alle forze politiche impegnate in questa campagna elettorale uno sforzo di verità; in caso contrario si rischia di dover contrapporre le criticità segnalate sistematicamente dal TDM lametino, e non solo, all’attuale governo regionale guidato dall’on. Occhiuto, con un “Va tutto bene , madama la marchesa!”.
E facendo così non si salva nessuno! Si va dritti verso la fine della sanità pubblica e verso l’ingrassamento di quella privata, le cui porte si aprono se si entra col bancomat o con la carta di credito.
Fiore Isabella Responsabile TDM Lamezia Terme
Felice Lentidoro Coordinatore Territoriale di Cittadinanzattiva
