Si è conclusa ieri, domenica 21 giugno, la quindicesima edizione di Trame – Festival dei libri sulle mafie, sei giorni di incontri, libri, teatro, cinema e dibattiti che hanno trasformato Lamezia Terme in uno dei principali luoghi di confronto pubblico sui temi della legalità, della libertà e della democrazia.
Nel corso della giornata tanti sono stati gli appuntamenti: trekking urbano la mattina nel centro storico dell’ex Comune di Sambiase, nel pomeriggio si è parlato di luoghi e antropologie con Mauro Minervino e il suo bellissimo Le strade, La vita, di terrorismo internazionale e sicurezza globale con Valentine Lomellini, di giornalismo investigativo con Attilio Bolzoni, di disagio giovanile e diritti dell’infanzia con Antonella Inverno, di collaboratori di giustizia con Jacques Charmelot e di memoria delle vittime del terrorismo con Franco La Torre, di giustizia negata con Doris Lo Moro. E poi il ricordo toccante del giornalista Michele Albanese, le testimonianze (stavolta tutte lametine) di Storie di donne e uomini che resistono che parlano di coraggio, memoria e impegno, intrecciando vicende personali e responsabilità collettive.
Tra saluti, strette di mano e l’affetto del pubblico che lo attendeva da ore, Nicola Gratteri è arrivato puntuale al consueto appuntamento con Trame.15. Non ha deluso le aspettative con questa nuova occasione di confronto e riflessione sull’esito del recente referendum, lo stato dell’arte della giustizia italiana, mafie globali e sulle nuove forme del potere criminale. Ai calabresi e ai lametini in particolare un messaggio: «Continuate ad sempre fiducia nella giustizia e nella magistratura, io sono a Napoli ma Curcio è bravo e preparato, con la sua squadra sta continuando a fare quello che facevo io». E poi, la battuta: «La differenza tra me e Curcio è che lui è timido, io sono la ‘soubrette’».
Informazione, satira e attualità si sono intrecciate ancora una volta nel dialogo tra Diego Bianchi e Giovanni Tizian. Un altro bagno di folla per Propaganda Lamezia, questo il titolo dell’incontro in cui il giornalista si è sbizzarrito in esilaranti racconti di politica lametina e non, di quanto siano presenti in giro per l’Italia dei personaggi politici davvero singolari, i Cetto La Qualunque, non solo calabresi, sono dappertutto. Bianchi ha fatto riferimento alla situazione attuale del governo, ai cambi di casacca e alle aspettative della gente comune che, come lui che parla da cittadino comune ‘ci resta male’. La parola che più non piace in questo momento? ‘Remigrazione’, «Ma ci pensate se tutti i calabresi all’estero ‘remigrassero’ per assurdo e tornassero qui? Vi ruberebbero il lavoro». Tante risate dunque ma anche tanti spunti di riflessione.
Dopo Diego Bianchi, i saluti e i ringraziamenti di un soddisfatto Nuccio Jovene e foto ricordo finale con tutta l’enorme squadra di Trame, tra componenti dello staff e i giovani volontari, l’anima del festival.
A chiudere questa bellissima edizione di Trame dal Tema ‘Terra e Libertà’, la proiezione del film dedicato alla vicenda di Giulio Regeni, simbolo universale della ricerca della verità e della difesa dei diritti umani.
A.P.
