Ucraina, Zelensky a Kim: "Facciamo accordo per prigionieri"
13 gennaio 2025

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Ucraina, Zelensky a Kim: “Facciamo accordo per prigionieri”


L’Ucraina è pronta a restituire alla Corea del Nord i soldati catturati nel Kursk. In cambio, Volodymyr Zelensky chiede a Kim Jong-un di intercedere per il ritorno di prigionieri ucraini dalla Russia. Il presidente ucraino lancia il messaggio che mira a trasformare il leader nordcoreano da alleato di Vladimir Putin in ‘mediatore’. Zelensky prende l’iniziativa dopo la cattura di due soldati nordcoreani nella regione russa di Kursk, che le forze ucraine occupano parzialmente dall’inizio di agosto.

I due soldati asiatici, a quanto pare di 19 e 27 anni, sono stati interrogati dai servizi ucraini: pensavano di essere coinvolti in un addestramento e ignoravano di partecipare ad una guerra, a giudicare dalle risposte che hanno fornito. La Corea del Nord ha inviato circa 12mila uomini in Russia: i soldati di Kim, dopo un periodo di addestramento, vengono utilizzati nella regione di confine.

“Dopo i primo soldati nordcoreani catturati ce ne saranno sicuramente altri”, dice Zelensky nel consueto messaggio affidato ai social. “E’ solo questione di tempo prima che i nostri uomini ne facciano prigionieri altri. Nessuno al mondo dovrebbe avere dubbi: l’esercito russo dipende dall’assistenza militare della Corea del Nord”, dice il presidente ucraino.

“Putin ha iniziato 3 anni fa con gli ultimatum alla Nato e con i tentativi di riscrivere la storia. Ora non può andare avanti senza l’assistenza militare di Pyongyang”, prosegue, aprendo ad un accordo con la Corea del Nord. “L’Ucraina è pronta a consegnare i soldati nordcoreani a Kim Jong-un se lui può organizzare uno scambio con i nostri militari che sono prigionieri in Russia”, dice Zelensky proponendo una triangolazione.

Il ‘piano B’ per i soldati nordcoreani

La questione, in realtà, potrebbe essere decisamente complessa e anche il presidente ucraino prevede un ‘piano B’. I soldati nordcoreani, infatti, potrebbero manifestare l’intenzione di non tornare in patria. Nelle ultime settimane, Zelensky ha denunciato le pratiche ”inumane” adottate nei confronti dei soldati asiatici: “I russi bruciano i volti dei nordcoreani morti per nascondere le tracce della loro presenza”. I canali Telegram ucraini hanno diffuso messaggi scritti attribuiti a militari di Pyongyang, che descrivono la missione in Russia come una sorta di ‘espiazione’.

“Per i soldati nordcoreani che non vogliono tornare in patria potrebbero esserci altre soluzioni”, ipotizza Zelensky. “In particolare, i coreani che mostrano il desiderio di avvicinare la pace diffondendo nella loro lingua la verità su questa guerra – dice il presidente ucraino – avranno questa possibilità”.


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