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26 dicembre 2021

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26 DICEMBRE: SANTO STEFANO. La leggenda del protomartire e come trovarlo anche nel vostro presepe


Il 26 dicembre, giorno successivo al Natale, la Chiesa celebra Santo Stefano protomartire, primo cristiano che ha professato la parola di Gesù in modo tanto coerente ed estremo da subire il martirio. Questo spiega l’importanza di questo Santo al quale è dedicata una giornata di festa segnata in rosso dal calendario e che nel tempo è stato fatto oggetto di fede popolare e significati antichi e profondi. Forse non tutti sanno però che Santo Stefano è presente anche nel presepe e ora vi spieghiamo perchè.

Un’antica leggenda narra che quando nacque Gesù Bambino era davvero tanta la gente che accorreva verso la grotta per adorarlo. Vecchi, giovani e tante donne che portavano con sè i propri bambini affinché Gesù li benedicesse. Tra queste donne c’era anche Tecla, una giovane sposa che non aveva figli ma desiderava tanto averne uno. Un po’ si vergognava del fatto che non avesse bambini e, per non essere da meno delle altre, prese una grossa pietra, l’avvolse in uno scialle, pose sulla sommità una cuffietta e si recò verso la grotta portandola tra le braccia, proprio come se fosse stato un neonato.

Tecla, quando fu vicino a Gesù e lo vide così bello e sorridente, si inginocchiò e dall’emozione scoppiò in un pianto dirotto. Maria notò la scena e, quando la ragazza si alzò per ritornare a casa, si avvicinò e le chiese: «Tecla, che cosa porti in braccio?». E lei rispose: «Allatto un figlio maschio».

Allora la Madonna, che aveva letto il suo grande desiderio, le disse: «Avvicina al seno tuo figlio e allattalo». Tecla si sentì scoperta ma obbedì e tanto fu lo stupore quando sentì agitarsi il suo fagotto. Maria commossa le disse ancora: «Da questo momento il tuo desiderio é stato esaudito e la tua pietra é diventata un bel bambino». Tecla scostò lo scialle che avvolgeva la pietra e con meraviglia vide il miracolo che era stato compiuto per lei: tra le braccia aveva il suo primo figlio.

«Ricordati però», le disse ancora Maria, «che egli é nato da una pietra e morirà a colpi di pietra». Quel bambino fu chiamato Stefano, divenne discepolo di Gesù e fu il primo ad affrontare il martirio.

E’ per questo che nel presepe la donna col bambino in braccio, posizionata nelle vicinanze della grotta, è una figura molto importante. Viene chiamata Tecla, ma anche Stefania o Anastasia, e rappresenta tutte le donne che con la forza del loro amore riescono a smuovere il mondo così come lei riuscì a dare vita alla pietra.

Annamaria Persico 

 


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