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15 aprile 2016

News

Canone Rai nella bolletta della luce. Il Consiglio di Stato boccia il decreto. L’Unc chiede di rinviare la prima rata di pagamento ad ottobre


Il Consiglio di Stato dà ragione ai consumatori. La mancanza di «un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo», formule tecniche di non facile comprensione sono criticità per le quali il Consiglio di Stato ha invitato a rivedere il regolamento sul canone Rai in bolletta, sospendendo il proprio parere in merito.

«Vittoria dei consumatori. Ora il Governo ed il Parlamento devono modificare urgentemente la legge di stabilità, rinviando le scadenza della prima rata al mese di ottobre», ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione nazionale consumatori.

«Erano troppi i quesiti ancora irrisolti. Le dichiarazioni del sottosegretario Antonello Giacomelli, fatta in Parlamento sui device, erano del tutto insufficienti e, soprattutto, non avevano valore legale, dal momento che nel modello di dichiarazione predisposta dall’Agenzia delle entrate si faceva inevitabilmente riferimento alla nota del ministero dello Sviluppo economico del 22 febbraio 2012, per niente chiara e superata», ha proseguito Dona.

In pratica si costringeva il consumatore, ad esempio per le radio, a dichiarare il falso. La nota 2 della dichiarazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate, infatti, fa riferimento agli apparecchi indicati nella nota del Ministero per lo Sviluppo economico del 22/2/2012, nella quale le radio sono indicate tra gli apparecchi atti a ricevere. Di conseguenza, il modello costringeva il cittadino che possiede solo radio (e non deve, quindi, pagare il canone) a dichiarare il falso barrando ugualmente la casella, visto che non esiste altra strada per l’esenzione dal canone.

Nella tabella della nota Mise, infatti, si riporta ancora che sono atti alla ricezione (quindi il canone va pagato) sia i ricevitori radio fissi, sia i ricevitori radio portatili, sia i ricevitori radio per mezzi mobili, sia i lettori Mp3 con radio FM integrata.

Le domande che i consumatori ci rivolgevano erano: Cosa è un ricevitore radio fisso? Quello con la spina? Se prendo la radio di casa con le pile e vado in macchina, devo pagare il canone per il percorso che ho fatto dalla mia casa alla macchina posteggiata fuori casa? La Legge 27 dicembre 1997, n. 449 ha soppresso il canone di abbonamento all’autoradiotelevisione. Che cosa è un’autoradiotelevisione?

«Insomma, come pretendere che il contribuente non faccia una dichiarazione non mendace, se non si spiega chiaramente cosa deve dichiarare?», ha concluso Dona.


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