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21 marzo 2020

News Calabria

Coronavirus Lamezia. Associazioni: «Al fianco degli eroi veri dell’Ospedale, ma ora parli chi dirige e coordina la struttura»


Noi stiamo con gli “eroi abbandonati” dell’Ospedale di Lamezia Terme, ci siamo sempre stati e sempre li sosterremo.
Gli eroi chiedono protezione, come riporta un articolo del Corriere della Calabria. E adesso però parlino tutti coloro che l’ospedale lo dirigono e lo coordinano, l’omertà non gli salverà la coscienza e nemmeno la vita. Dicano come li fanno lavorare, non lascino soli quei medici e quegli infermieri che hanno il coraggio di lottare per tutti, anche per loro, contro la malattia e contro un sistema iniquo.

Sappiamo che il dottor Ilario Lazzaro si è recato all’Ospedale in visita di ricognizione. Forse i nostri dubbi, espressi in più comunicati, sull’attivazione del programma di emergenza lo hanno spinto a controllare? Confidiamo in lui perché la popolazione possa avere risposte concrete in merito.

La mancanza di protezione del personale, dei malati e dei cittadini è una cosa grave e noi vogliamo sapere la verità su cosa realmente succede. Ci meraviglia come la politica di ogni ordine e grado non abbia espresso pubblicamente questo timore. Lo faccia al più presto e provveda a darci risposte.

Ma perché, come riporta l’articolo del Corriere della Calabria, il personale chiede aiuto? Il nostro appello è stato accolto, sì, qualcuno vuol dire la verità. Ma se chiedono aiuto, le domande successive sono: come, dove e chi cura i malati oggi nell’ospedale di Lamezia Terme? Dopo quanto tempo arriva la risposta dei tamponi? Due domande semplici alle quali purtroppo, amaramente, pensiamo non ci sia ancora una risposta adeguata.

Tante cose sono state negate al nostro Ospedale, ma uno dei danni peggiori in questo momento, nei confronti dell’intera Regione non solo di Lamezia, è stato non riaprire la Microbiologia lametina. Una struttura che potrebbe ripartire in poche ore e che darebbe supporto a tutta la Regione, dotata di mezzi all’avanguardia, oggi inutilizzati, che consentirebbero di avere risposte celeri non solo su questa emergenza ma su tutta una serie di esami necessari per salvare un malato, anche quando non ha il coronavirus. Il tempo è vita in questo caso, non solo per il paziente ma anche per tutti coloro che devono assisterlo e che con lui entrano in contatto, quindi anche altri malati.

Perché tutto questo, quando è chiaro che far lavorare l’ospedale di Lamezia vuol dire salvare delle vite e proteggerne altre in tutta la regione?
È doloroso dover pensare che anche mentre la gente muore qualcuno forse pensa alla propria poltrona. Ma possibile che non ci sia mai un responsabile che renda conto dell’andamento di questa Sanità?

Abbiamo scritto e riscritto, lanciato appelli, chiesto aiuto alla politica, eppure uno strano silenzio ha fatto sì che tante verità, che noi stiamo denunciando da tempo, piombassero drammaticamente sul sistema Sanità, mostrando numerose e pericolose falle.

Ci dà speranza però il fatto che le persone oneste esistono e sono le stesse che stanno lavorando in prima linea e oggi chiedono aiuto. E’ necessario offrirglielo. Noi ci proviamo.

Associazione Samarcanda, coordinamento Salviamo la Sanità del Lametino, associazione SenzaNodi, associazione Malati Cronici, Cittadinanzattiva


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