Parete del Palazzo vescovile di Mileto, costruito secondo la tecnica della «casa baraccata»
22 ottobre 2017
Parete del Palazzo vescovile di Mileto, costruito secondo la tecnica della «casa baraccata»

Storia, miti, leggende e tradizioni

La «casa baraccata» dei Borbone, la tecnica di costruzione anti-terremoto del primo regolamento antisismico d’Europa


Le prime case antisismiche in Italia furono fatte costruire dai Borbone i quali redassero anche il primo regolamento antisismico d’Europa.

Tutto ebbe inizio dal tragico 5 febbraio del 1783, quando le regioni del Sud Italia, soprattutto la Calabria, furono colpite da un devastante terremoto in cui persero la vita più di 30.000 persone.

All’indomani del tragico evento il governo borbonico si mise all’opera per la ricostruzione emanando anche un regolamento antisismico, il primo della storia per prevenire futuri danni e perdite umane nei territori delle Due Sicilie da sempre ad alto rischio terremoto.

Il regolamento prevedeva la costruzione di murature rinforzate da telai di elementi lignei, tecnica inventata dall’ingegnere Francesco La Vega, definita successivamente casa baraccata.

Il sistema ideato dall’ingegnere spagnolo si basava su alcuni studi dell’ingegneria settecentesca ma anche su una tecnica costruttiva già in uso in Calabria dai tempi dell’Antica Roma.

E’ certo infatti che Francesco La Vega diresse agli inizi del XVIII secolo i lavori di una campagna di scavi avviata ad Ercolano e successivamente a Pompei e Stabia da Carlo III di Borbone, durante i quali ebbe modo di osservare il cosiddetto Opus Craticium che significa opera a graticcio, cioè pareti intelaiate da elementi lignei. Da lì la decisione di adottare questa antichissima tecnica per le costruzioni e di inserirla nel nuovissimo Regolamento.

Grazie all’impiego di questa soluzione le costruzioni successive al 1738, come ad esempio anche il Palazzo del Vescovo di Mileto in provincia di Vibo Valentia, riuscirono a resistere anche ai successivi devastanti terremoti del 1905 e nel 1908.

La tecnica della casa baraccata è conosciuta anche in Turchia sotto il nome di himis, grazie alla quale tante case sono rimaste in piedi anche dopo il sisma del 1999. Sistemi simili sono stati ritrovati anche in edifici della Grecia e del Portogallo.

Nel 2013 è stato realizzato un interessante esperimento, condotto dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ivalsa) di San Michele all’Adige (Trento) in collaborazione con l’Università della Calabria, di ricostruzione in laboratorio di una parete del palazzo del Vescovo di Mileto, seguendo le indicazioni del regolamento edilizio dei Borbone adottato dopo il catastrofico terremoto del 1783.

La parete ricostruita è stata poi sottoposta a una serie di test meccanici che hanno simulato l’azione di un terremoto e ha mostrato, secondo i ricercatori, «un eccellente comportamento antisismico dimostrando chiaramente che un sistema costruttivo ideato a fine Settecento come quello borbonico è in grado di resistere a eventi sismici di una certa rilevanza e che questa tecnologia, una volta compiuti i dovuti approfondimenti e adottando sistemi di connessioni innovativi, potrebbe essere favorevolmente applicata a edifici moderni garantendone stabilità e dando sicurezza alle persone che li abitano».


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