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1 marzo 2022

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Marzo: curiosità e proverbi calabresi del mese pazzerello


Megghjiu ca mammata ti scanna e no ca u sul’i marzu ti pigghjia… 

Sono tanti i proverbi calabresi legati al mese di marzo, mese in cui va via il buio e freddo inverno e che celebra finalmente l’inizio della bella stagione.
La saggezza contadina dice però chiaramente che è meglio non fidarsi troppo di questo mese anticamente legato a Marte, in astrologia al segno dell’Ariete, che indica forza e impeto creativo, ma anche instabilità e testardaggine che possono diventare pericolose: marzu stingi, aprili dipingi (marzo scolorisce, aprile dipinge), Si marzu ‘ngrugna, ti cadinu l’ugnja  (se marzo si intestardisce ti fa cadere le unghie dal freddo), è megghjiu ca mammata ti scanna e no ca u sul’i marzu ti pigghjia (meglio morire piuttosto che essere colpito dai raggi del sole di marzo), marzu faci i jiuri e aprili ndavi a ‘nuri (marzo dà inizio alla fioritura, aprile se ne prende il merito) e infine Pasqua marzatica o morìa o famatica (Pasqua nel mese di marzo portatrice di morte o di fame). Ma ormai è marzo e perciò Ellera, ellera è venuta primavera, alla fhacci di febbraiu quandu ha fattu ‘a nivera! (la primavera ormai è arrivata, alla faccia di febbraio che ha fatto nevicare).

A marzo, terzo mese dell’anno, arriva dunque l’amata stagione della primavera, convenzionalmente il 21 marzo ma in realtà l’equinozio di primavera, cioè l’evento astronomico che segna l’inizio della primavera, è variabile tra il 19 e il 22 marzo.
L’inizio della primavera astronomica tra l’altro non coincide con quella meteorologica che iniziata già ai primi di marzo, cioè viene considerata circa 3 settimane prima dell’equinozio.
La parola equinozio deriva dal latino equi-noctis e significa notte uguale al giorno e avviene quando la Terra raggiunge quel punto dell’orbita in cui il Sole si trova a picco sull’Equatore, mentre si trova sull’orizzonte sia al Polo Nord che al Polo Sud.

La storia dell’equinozio è comunque profondamente legata a tradizioni, miti e leggende. Dal punto di vista astrologico, l’equinozio corrisponde all’entrata del Sole nel segno dell’Ariete (che va dal 21 marzo al 20 aprile), segno cardinale di fuoco, dominato dal pianeta Marte che dà il nome al mese.
Alla costellazione sono attribuiti sin dai tempi antichi tutti i valori propri della primavera: è il segno che apre lo zodiaco, è simbolo di rinascita, vincita sull’oscurità, impeto creativo ma anche, come dicevamo prima, testardaggine e instabilità.
Annamaria Persico (articolo pubblicato 1 marzo 2017 su Reportageonline)


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