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6 dicembre 2015

Società

Rischio idrogeologico in Calabria. Simone Cicco (Udc): «Nessun dorma!»


Le abbondanti piogge dei giorni scorsi, ancora una volta, rappresentano un serio campanello d’allarme nonché un nuovo richiamo alle responsabilità delle Istituzioni le quali, ognuno per i propri ruoli e per le proprie competenze, hanno l’obbligo di non rinviare più l’annoso problema ambientale e prevenire il serio rischio idrogeologico al quale è sottoposto il nostro territorio.

Nell’esprimere vicinanza ai molteplici imprenditori colpiti dalle abbondanti piogge della settimana scorsa che nella maggior parte dei casi hanno provocato seri danni alle coltivazioni compromettendone il raccolto, è arrivato il momento per gli enti quali la Regione, la Provincia ed i Consorzi di bonifica di provvedere ognuno in base alle proprie competenze a mettere in sicurezza il territorio onde prevenire più gravi ed ingenti danni.

La “questione ambientale” sotto il profilo del rischio idrogeologico deve essere al centro di una programmazione dettagliata e mirata con l’impiego di adeguati mezzi ed adeguate risorse soprattutto finanziarie al fine di garantire per quanto possibile la messa in sicurezza del territorio nonché la maggiore prevenzione possibile. Pertanto, in quest’ottica, è necessario che la Regione, la Provincia ed i vari enti si attivino ulteriormente anche presso il Governo nazionale al fine di ottenere maggiori finanziamenti che possano garantire un’azione efficace ed efficiente degli organi summenzionati.

E’ necessario che in primis la Regione, attivi tutti i canali istituzionali affinché possa essere investito del problema sia il Governo (che ad oggi sembra aver escluso, dalla sua agenda, il Mezzogiorno ed in particolare la Calabria) sia l’Unione europea che, nell’ambito della pianificazione 2014-2020, ha previsto ingenti risorse finanziarie nei confronti degli Stati membri da utilizzare anche in ambito ambientale con azioni mirate a difesa del territorio.

Ad oggi, le risorse impiegate si sono rivelate assolutamente insufficienti e, soprattutto, non vengono destinate per un’azione necessaria e integrata di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico quanto mai necessaria, oltre che urgente. Non è più ammissibile un atteggiamento di attesa degli eventi, il territorio necessita di manutenzione immediata oltre che di programmazione e pianificazione preventiva. Tali interventi non posso essere effettuati a macchia di leopardo e saltuariamente ma devono essere effettuati prendendo in considerazione tutte le zone potenzialmente a rischio, considerato che tutti i comuni della nostra regione sono interessati da almeno un’area a rischio censita dal Pai, Piano assetto idrogeologico.

Sono necessari interventi costanti anche di manutenzione, per esempio, dei fiumi e dei vari affluenti che molto spesso non vengono adeguatamente puliti causando anche in presenza di semplici temporali esondazioni con notevoli danni ai terreni agricoli e potenziali danni all’incolumità pubblica.

Speriamo che ai proclami, a cui la politica ci ha spesso abituati, seguano azioni concrete volte a garantire la messa in sicurezza del nostro territorio e sopratutto la sicurezza dei cittadini.

Siamo sicuri che maggiori risorse e una maggiore cultura della rispetto e della salvaguardia del territorio sono le armi giuste per affrontare questa problematica che fino ad oggi è stata affrontata con molta superficialità.
Simone Cicco
vicesegretario Udc Lamezia Terme


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