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21 febbraio 2016

Politica

Tripodi (PCdI): «No alla privatizzazione del ciclo dei rifiuti. Oliverio modifichi la legge»


La Giunta Oliverio, nel solco tracciato delle amministrazioni di destra Scopelliti-Stasi-Gentile, prosegue nell’attacco ai diritti dei cittadini e ai beni comuni.

Infatti, con la delibera della Giunta regionale n. 381/2015, fatta approvare da Oliverio, si dà attuazione ad un provvedimento legislativo, l’art. 4 della legge n. 4/2014, fatta approvare dalla destra, che punta a privatizzare il ciclo dei rifiuti in Calabria.

Oliverio, così facendo, tradisce il programma elettorale e le promesse che aveva elargito a piene mani prima delle elezioni. Si dimostra ancora una volta che destra e Pd si equivalgono nelle pratiche di governo e perseguono gli stessi obiettivi discutibili e antipopolari alla faccia degli interessi dei cittadini calabresi.

La scelta compiuta da Oliverio di fatto produrrà l’espropriazione delle competenze e delle prerogative dei singoli Comuni, un pesante aumento delle tariffe a carico dei Comuni e dei cittadini e un ulteriore abbassamento della qualità dei servizi che già in tante realtà è assolutamente insufficiente ed inadeguata.

Per questo bene hanno fatto 35 sindaci dei Comuni della Provincia di Reggio Calabria, su proposta del sindaco di Polistena, a presentare al presidente della Giunta regionale Oliverio una richiesta di moratoria di tutte le procedure in corso relative alla costituzione delle cosiddette Comunità d’ambito territoriale su base provinciale che dovrebbero sostituire i Comuni nella gestione dei rifiuti.

Non si può non condividere quanto affermato dai 35 sindaci nel loro documento quando dichiarano che «le scelte della Regione Calabria sono incompatibili con molte esperienze positive di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti avviate con successo in molti comuni del territorio. Inoltre si segnala che in molti territori della Calabria, in passato, l’esperimento della gestione consortile delle politiche d’ambito, ha spesso portato al fallimento della raccolta differenziata accompagnato da pratiche clientelari e poco trasparenti e con rischi più elevati di infiltrazione mafiosa».

E’ evidente che Oliverio e il Partito democratico devono capire che non si possono imporre dall’alto e verticisticamente le strategie sul ciclo dei rifiuti senza passare da una preventiva condivisione con il territorio che può e deve avvenire attraverso il confronto tra Regione e Comuni.

Ci auguriamo che di fronte a questa presa di posizione coraggiosa e dignitosa di tanti sindaci di grandi e piccoli Comuni, che hanno anteposto gli interessi dei cittadini a quelli dei vari partiti di appartenenza, vi sia una pausa di riflessione ed un ripensamento delle politiche e delle strategie sui rifiuti da parte di Oliverio e della Giunta regionale, altrimenti si rischia il collasso di realtà comunali importanti che, facendo notevoli investimenti, hanno prodotto risultati di eccellenza per quanto riguarda le altissime percentuale di raccolta differenziata raggiunte.

Se ciò non dovesse avvenire, riteniamo che si debba creare un vasto fronte di lotta e di opposizione in tutta la regione da parte dei Comuni e dei cittadini contro la privatizzazione del ciclo dei rifiuti, contro l’espropriazione delle competenze dei Comuni, contro la cancellazione dei diritti e dei beni comuni, contro scelte inquietanti e pericolose che possono aprire ulteriormente la strada all’illegalità e al malaffare.
Michelangelo Tripodi
Segretario regionale del PCdI


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