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27 luglio 2016

News Calabria

Esercitazione del Soccorso alpino e speleologico nel Parco Nazionale della Sila


Si è svolta in questi giorni, a Camigliatello Silano, un’esercitazione del Soccorso alpino e speleologico Calabria che consisteva nella ricerca di un ipotetico cercatore di funghi dispersosi sulle pendici di Monte Curcio. Evento, questo, che si verifica nella realtà con significativa frequenza, soprattutto nel periodo da agosto a ottobre.

All’esercitazione erano presenti il Soccorso Alpino con volontari delle stazioni di Sila, Pollino e Catanzaro, circa 30 unità oltre una unità cinofila ed una componente medica. Per l’occasione e in virtù del protocollo d’intesa stipulato tra il Soccorso alpino e speleologico Calabria e l’Ente Parco Nazionale della Sila, era presente il commissario dello stesso, Sonia Ferrari, il dirigente della Protezione Civile della Regione Calabria, di cui il Soccorso alpino è componente primaria per le alte capacità tecniche di movimentazione in ambiente montano, Carlo Tansi, gli uomini della Guardia di Finanza ed in particolare il nucleo del Soccorso alpino (SAGF) con il maresciallo Fausto Mannarelli.

Sonia Ferrari ha potuto constatare l’alta professionalità degli uomini impiegati e oltretutto dei mezzi, nonché dei supporti informatici adoperati e si è complimentata con il presidente del Soccorso alpino, Luca Franzese. Le ricerche si sono protratte dalle ore 8.30 sino alle ore 13.45, quando il presunto ferito è stato trasportato al campo base e consegnato al 118. L’intesa fra l’Ente Parco Nazionale della Sila e il Soccorso alpino e speleologico Calabria pone l’accento proprio sulla sicurezza dei fruitori della montagna e consente ad escursionisti, trekkers più esperti o semplici appassionati della montagna che amano passeggiare nei boschi di godere delle bellezze silane con maggiore tranquillità.

L’accordo mira, infatti, a garantire un livello di sicurezza più alto possibile ai visitatori del Parco, anche nella fruizione della rete sentieristica realizzata dall’Ente silano in collaborazione con il Club Alpino Italiano (CAI), estesa per oltre 600 km. Sul retro di ogni tabella posizionata lungo i sentieri (circa 80) un numero identificativo, qualora segnalato in caso di necessità, consentirà al Soccorso alpino Calabria di individuare il luogo preciso dell’emergenza, garantendo così un pronto intervento. Il Soccorso alpino, inoltre, con la convenzione si impegna per 3 anni a fornire soccorso sul territorio silano anche su semplice segnalazione telefonica da parte dell’Ente Parco.

«Sappiamo che nelle nostre aree protette», ha dichiarato Sonia Ferrari «sono attive già da tempo due stazioni di Soccorso alpino, quella della Sila e quella di Catanzaro, ma vogliamo supportare ulteriormente queste attività per garantire a tutti gli amanti della Sila una maggiore sicurezza. Abbiamo anche assegnato al Soccorso alpino un locale all’interno della sede dell’Ente Parco quale loro ufficio e fornito l’attrezzatura di salvataggio da utilizzare all’interno del territorio delle aree protette silane».


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