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17 maggio 2017

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Fino al 25 maggio a Palazzo Nicotera di Lamezia mostra di Cinzia Renda. Tra Costabile e l’indimenticabile fratello Gianni


Sarà aperta al pubblico fino al prossimo 25 maggio a Palazzo Nicotera, nella sala polivalente «Vittorino Fittante», la mostra di pittura di Cinzia Renda, promossa nell’ambito de «Il Maggio dei Libri», che raccoglie alcuni dei quadri dell’artista in cui sono sintetizzati i motivi fondamentali del suo percorso autodidatta: i paesaggi aspri calabresi, i richiami alla Sambiase di un tempo, tra i vicoli e i caratteristici vagli, i costumi, immagini care alla fede popolare come San Francesco di Paola, la Madonna e Gesù Buon Pastore.

La mostra è stata inaugurata lunedì scorso, con una performance musicale a cura di Sunil Rocca e Chiara Palaia, e un’introduzione ai quadri della Renda da parte del docente Fiore Isabella, che ha legato le opere dell’artista lametina alla poesia di Franco Costabile e all’indimenticabile fratello Gianni Renda. Tra i molti visitatori anche il sindaco di Lameezia Terme Paolo Mascaro che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa.

«Costabile descrive, nei suoi versi, la miseria e la condizione di subalternità di questa terra, Cinzia coglie nei vichi, nei cieli e nei mari, mai tranquilli. Due storie vissute, in tempi diversi ma consumate a pochi metri l’una dall’altra, data la vicinanza tra la casa di Costabile e quella della famiglia Renda a Sambiase, che hanno elementi di continuità nel manifestarsi di una soggettività fortemente intrisa di connotazioni emotive», ha affermato Fiore Isabella osservando come «mentre il poeta sambiasino usa i versi per descrivere sentimenti di rabbia e sofferenza per una terra abbandonata, riserva elettorale per l’onorevole che ritorna calabrese dopo anni di menzogne, nei dipinti di Cinzia si colgono sentimenti si familiarità e tenerezza».

E infine il ricordo a Gianni Renda, scomparso prematuramente nel lontano 1983. Citando il teologo Filippo D’Andrea, Isabella ha sottolineato come «ancora oggi Cinzia sente che le braccia del fratello, forti dell’amore di Dio e gravide di sentimenti fraterni, la sorreggono: nulla viene tolto al mistero del dolore che oggi li accomuna, solo che più nettamente oggi il mistero si affaccia sul volto del Cristo dipinto e i riflessi della Resurrezione che Gianni contempla, baciano le icone che Cinzia a braccia tese dipinge».


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