frumento
9 maggio 2017

Storia, miti e leggende della Calabria e del Sud

Grani antichi, un tesoro da riscoprire


Il grano con il suo grande valore nutrizionale, etico e culturale appartiene alla storia della Calabria e di tutto il Meridione. E’ arrivato dunque il momento di riscoprirlo in tutte le sue varietà chiamate grani antichi, cioè tutti i tipi di grano che nel corso del tempo non hanno subito interventi di selezione e di modifica genetica da parte dell’uomo.

Queste pregiate varietà di frumento sono cadute in disuso nel tempo a favore del cosiddetto miglioramento genetico e al servizio dell’industria alimentare e hanno sostituito i nostri grani antichi (dalle piante alte e dalle spighe ricche di di amido e minerali) con piante modificate, piccole e povere dal punto di vista nutrizionale ma dall’altissima resa produttiva.

I grani antichi, ancora coltivati e rintracciabili nei vari territori, costituiscono dunque vero e proprio tesoro della natura perché unici e originali in quanto autoctoni, dalle caratteristiche uniche e dalle straordinarie proprietà salutari perché fortemente legati alla biodiversità dei territori.

E’ un felice ritorno al passato, a quando la base dell’alimentazione in Calabria e in tutta la Magna Grecia era costituita da legumi, frutta e soprattutto di cereali, di cui erano conosciute solo in Sicilia una cinquantina di varietà diverse.

La diffusione dei cereali nel Brutium è ben documentata dai ritrovamenti riferiti soprattutto alle colonie di Locri e nelle sub colonie di Medma, l’attuale Rosarno e Hipponion, attuale Vibo Valentia: sono raffigurati nei pinakes, le tavolette votive e nelle arule, copie in terracotta di grandi altari per uso domestico, presenti in moltissimi testi in cui viene descritta la grande varietà di cibi preparati con cereali, sia per il consumo quotidiano che per le offerte votive, e infine dalla notevole presenza nei vari territori dei resti di antiche macine.

L’Italia ha senz’altro un grande patrimonio di grani antichi da riscoprire e, per chi vuole lasciare il consumo della farina di grano tenero bianca 0 o 00 prodotta su larga scala da piante modificate, la soluzione migliore, più economica e a chilometri zero per acquistare le farine macinate a pietra italiane è cercare presso i mulini della zona che ancora lavorano i grani coltivati in loco.

Tra le varietà nostrane ricordiamo il Grano Senatore Cappelli, forse il più noto e più coltivato sia in Calabria che in Basilicata, Puglia e Sardegna. Risale all’inizio del ventesimo secolo e produce una semola eccellente, sia per il pane che per la pasta.

Altri ottimi grani italianissimi sono il siciliano Grano Timilia, il cilentano Grano Saragolla, il Grano Solina del Centro Italia, il Grano Gentil Rosso del Centro Nord, il Grano Sieve della Toscana e tanti altri ancora.
Annamaria Persico


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