Per gli organizzatori la partecipazione allo sciopero nazionale del 30 ottobre, convocato da Usb contro il carovita e il riarmo, è stata di 1 milione e mezzo in 70 città da nord a sud del paese. Anche la Calabria ieri è stata attraversata da imponenti manifestazioni contro il carovita e le spese militari. Da Cosenza a Reggio Calabria, Crotone e anche centri più piccoli, tanti cortei hanno visto uniti studenti, docenti, lavoratori e disoccupati, portuali fino agli agricoltori dell’MTA con i loro trattori, proprio coloro che hanno dato inizio alle proteste ormai più do un mese fa.
(ANSA): “Oggi siamo qua in piazza – ha detto una studentessa – perché in una regione povera come la nostra il costo della vita è diventato insostenibile. Il governo deve dare delle risposte chiare perché fino ad ora è riuscito a dimostrare solo inadeguatezza rispetto al disagio sociale che in tutta Italia si sta manifestando sempre più forte. Siamo tutti uniti nelle stesse lotte perché il tema del carovita e della guerra ci riguarda tutte e tutti: siamo qua studenti, agricoltori, autotrasportatori, universitari, famiglie, lavoratori, insomma tutti quanti insieme, perché crediamo che le lotte si debbano fare insieme, perché solo uniti si vince”.
La mobilitazione nazionale è nata per denunciare l’impennata dei prezzi, del carburante in particolare, con il carrello della spesa ormai sempre più proibitivo, a fronte di salari e pensioni che il sindacato indica come bloccati da anni o non adeguati all’attuale costo della vita. Al centro della protesta il dissenso verso le politiche del governo Meloni, accusato dai manifestanti di favorire banche e compagnie petrolifere e di destinare decine di miliardi al riarmo e alla spesa bellica anziché ai servizi sociali, alla scuola e alla sanità.
“Oggi siamo in piazza per lo sciopero generale dell’Usb – ha detto Stefano Catanzariti, rappresentante Usb – indetto a livello nazionale e a livello internazionale per ribadire che dobbiamo dire basta a questa economia di guerra. Vogliamo che il governo, l’Europa, guardino alle famiglie, guardino a quello che stiamo subendo giornalmente con il rincaro dei prezzi del carburante, del costo dell’energia, del costo del carrello e che si tolga alla guerra, alle spese militari, andando a investire sul lavoro, sui salari, sull’economia familiare, rimettendo al centro la dignità delle persone”.
