caporale
11 ottobre 2017

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L’artista lametino Francesco Antonio Caporale alla mostra «Sculture da Viaggio omaggio a Bruno Munari»


Tra le 66 opere proposte dalla mostra Sculture da Viaggio omaggio a Bruno Munari, che sarà inaugurata sabato 14 ottobre alle ore 18 presso il Museo regionale interdisciplinare di Caltanissetta diretto da Giovanni Crisostomo Nucera, c’è anche quella del noto artista lametino Francesco Antonio Caporale dal titolo Fiabe interrotte Occhio Pin’occhio Occhio.

La prestigiosa esposizione (che resterà aperta fino al 20 ottobre) è un omaggio, a 110 anni dalla nascita, all’insigne protagonista delle avanguardie storiche del Novecento fin dai primissimi anni Trenta e delle ricerche estetiche e artistiche internazionali, grande anticipatore della comunicazione e del design creativo del XX secolo.

La mostra, a cura di Calogero Barba e realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale QAL’AT Artecontemporanea e l’Archivio di comunicazione visiva e libri d’artista, gode del patrocinio dell’Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani (Amaci) in occasione della tredicesima Giornata del Contemporaneo.

L’esposizione si inoltra nel versante della scultura leggera, inventata e sperimentata da Munari a partire dagli anni Cinquanta. Sculture pieghevoli da mettere in valigia e portare con sé, lungo il proprio viaggio nel mondo, in modo da portarsi dietro un elemento del mondo culturale proprio da installare su piani o mensole di una impersonale stanza d’albergo.

Agli artisti invitati è stato chiesto di progettare e reinventare la scultura da viaggio con materiali come carta, cartoncino, legno, lamierino, acetato, silicone o altro, mettendo in evidenza la dimensione «volumetrica/spaziale» e al contempo la leggerezza della scultura non celebrativa discesa dal piedistallo e posta in qualsiasi anonimo basamento di uno spazio fruibile interno o esterno.

Piccole opere in forma di scultura realizzate e progettate in bozzetti prototipo sviluppate con elementi plastici capaci di dialogare con lo spazio circostante attraverso svariate elaborazioni di forme, volumi, colore e luci.

Questa è stata l’idea artistica e creativa magistralmente concepita molti anni fa da Munari intesa come vita, lavoro e gioco dell’attività creativa e manipolativa dei materiali.

Gli artisti invitati si sono concentrati sui diversi aspetti dei materiali manipolabili e leggeri pensando in maniera tridimensionale e, tramite lo studio strutturale geometrico di piani e linee, hanno sviluppato nuove idee con forme tridimensionali e volumetriche che interagiscono fra di loro e lo spazio.

Gli artisti partecipanti sono Giuseppe Agnello, Paolo Albani, Fernando Andolcetti, Dmytri Babenko, Tiziana Baracchi, Calogero Barba, Umberto Basso, Anna Boschi, Rossana Bucci, Nicola Busacca, Francesco Antonio Caporale, Gianni Caruso, Maria Teresa Cazzaro, Ryosuke Cohen,Tonia Copertino, Eleonora Cumer, Teo De Palma, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma, Juan Esperanza, Roberta Fanti, Cinzia Farina, Fernanda Fedi, Luc Fierens, Ivo Galassi, Antonella Gandini, Rosario Genovese, Gino Gini, Lillo Giuliana, Mario Glauso, Nando Granito, Francesco Grasso, Alessio Guano, Paolo Gubinelli, Gennaro Ippolito, Emily Joe, Mario Lagos, Michele Lambo, Margherita Levo Rosemberg, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Renzo Margonari, Patrizio Maria, Virginia Milici, Gabi Minedi, Massimo Palumbo, Enzo Patti, Franco Panella, Alexey Parygin, Giancarlo Pavanello, Natale Platania, Franco Politano, Giovanni Proietto, Giuseppina Riggi, Salvatore Salamone, Antonio Sassu, Alba Savoi, Roberto Scala, Attilio Scimone, Danilo Sergiampietri, Lucia Spagnolo, Franco Spena, Delfo Tinnirello, Agostino Tulumello, Giovanna Vinciguerra, Andrea Vizzini, Nicola Zappalà.

Francesco Antonio Caporale, nasce nel 1954 a Lamezia Terme, città nella quale vive ed opera. Dopo il Liceo artistico a Catanzaro, completa la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Nei primi anni Ottanta, nel solco concettuale della Transavanguardia, nascono le sue Fantasie neo-barocche, opere che affondano radici nell’estensione immaginativa del suo sentire e che, dal gioco multiforme delle superfici, si aprono allo spazio, incorporandolo con motivi installativi e alchimie visive.

Già fin dagli inizi del suo percorso creativo la ricerca di Francesco Antonio Caporale è apparsa animata da quella sottesa tensione alla sperimentazione che rende mobili e sfumati i confini tra gli stessi linguaggi espressivi. Col suo lavoro ne rivitalizza gli elementi costitutivi operando una loro continua ridisposizione sintattica, una continua mutazione all’origine di feconde ibridazioni.

Così la pittura si appropria di elementi scultorei e la scultura dialoga con le cromie pittoriche: diventa oggetto, superficie colorata che si appropria dello spazio, diventa installazione, struttura performativa.

I lavori più recenti di Francesco Antonio Caporale raccontano la sua vocazione ambientalista in una preziosa contaminazione di segno grafico e pittorico che si trasforma, attraverso uno spontaneo processo metamorfico, in manufatto scultoreo.

Nello snodarsi evolutivo del suo percorso creativo, Caporale ha tenuto mostre personali e collettive in varie città italiane e all’estero.

Tra le più recenti si ricordano: 54a Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia; Palazzo delle esposizioni, Torino, 2011-12; Artist’s Books/Offline/Online, omaggio a John Cage nel centenario della nascita, Qal’Art Caltanissetta, 2012, a cura di C. Barba; Personale Quando l’ora vacilla di luna, Museo della Memoria, Lamezia Terme, a cura di T. Coltellaro 2013; Omaggio a Cavellini, Savona, 2014; Ceramica viva, Via delle ceramiche d’Italia, Palazzo Patrizio Maierà, Cosenza, 2014; Premio Internazionale Limen Art Palazzo Gagliardi, Vibo Valentia, VI edizione, Sezione Maestri di Calabria, a cura di G. Bonomi – G. Di Genova – E. Le Pera, L. Caccia; Visione Inattesa, Mostra del Patrimonio dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Complesso Monumentale del San Giovanni Catanzaro, a cura di F. Brancato, 2015; Personale Sul cuore della luna, Museo Civico Taverna a cura di G. Valentino, 2015; Invisibile, Museo Diocesano Seminario Vescovile «G. Speciale», Caltanissetta, a cura di F. Spena, 2016. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.


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