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1 aprile 2024

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Tradizioni di Calabria: il Lunedì dell’Angelo, la Pasquetta e la «Galinea»


La ricorrenza del lunedì dell’Angelo, detto anche lunedì di Pasqua e Pasquetta, è il giorno successivo alla Pasqua, festa tradizionale e non di precetto che in Italia si trascorre facendo passeggiate in campagna e gite fuori porta.

La tradizione nasce per ricordare l’incontro dell’angelo con le donne giunte al Sepolcro per cercare Gesù, in Calabria chiamata anche Galinea, cioè Galilea, come dal Vangelo di Matteo: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto».

Un tempo la Galinea, celebrata in alcune zone anche il martedì dopo Pasqua forse perché concessa dai padroni in base alle proprie esigenze, era la festa popolare dei contadini e degli operai, una delle poche giornate dell’anno in cui, ricevuti dai padroni doni che in genere erano cibi e vino, era possibile non lavorare e stare con amici e parenti.

I cibi tradizionali della Galinea calabrese sono quelli da preparare sul posto, come le grigliate di carne, e in più sono d’obbligo le frittate, anche di pasta, con ricotta, formaggio pecorino e soppressata, e poi quelli preparati con cura nella Settimana Santa o avanzati dal pranzo di Pasqua: cuzzupe, pitte, pani devozionali, formaggi vari, supprissata, salsiccia, uova sode. Infine c’è lei, la regina della Galinea: ‘a pitta chjina.

Ecco a voi la ricetta di questo squisito piatto da preparare non solo per la Pasquetta, ma per ogni gita fuori porta e ogni volta che avrete voglia di qualcosa di goloso e saporito made in Calabria.

INGREDIENTI
Per l’esterno:
300 grammi di pasta madre (o 2 cubetti di lievito di birra)
1 kg di farina,
3 uova intere
150 grammi di strutto
acqua q.b.
sale q.b.
Per il ripieno:
300 grammi di ricotta
100 grammi di soppressata o salsiccia col peperoncino rosso
3 uova sode
200 grammi di formaggio pecorino fresco
pezzetti di cotiche

La ricotta può essere sia pecorina che vaccina o mista, volendo si può aggiungere al ripieno anche della provola silana. La quantità degli ingredienti è indicativa, consigliamo (all’uso calabrese) di abbondare.

PREPARAZIONE
Impastate la farina con le uova, un po’ d’acqua, il lievito, lo strutto e infine il sale. Mettete a lievitare fino al raddoppio dell’impasto. Dopo la lievitazione dividetelo in parti disuguali, uno più grande per il fondo e uno più piccolo per fare il coperchio.

Stendete in una teglia oleata l’impasto più grande, mescolate la ricotta con la soppressata, il pecorino fresco, le cotiche a pezzetti e le fettine di uova sode, farcite.

Coprite con l’impasto più piccolo. Spennellate con un po’ d’olio. Infornate a 200° per 25/30 minuti circa.
Annamaria Persico (articolo già pubblicato su Reportage il 20 marzo 2017) 


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