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16 dicembre 2018

Politica

Pax Christi Lamezia Terme: «La reliquia del Papa della Pacem in Terris , patrono dell’esercito Italiano, consegnata al reggimento Sirio»


La notizia della reliquia del Papa buono che verrà custodita presso la cappella del 2° Reggimento Sirio, nella caserma Carmine Calò di Lamezia Terme, è circolata in questi giorni su diverse testate giornalistiche locali.

Proprio così! Il simbolo della bontà e della mitezza nei luoghi della disciplina e dell’ubbidienza gerarchica. Giovanni XXIII, da giovane, cappellano militare, da uomo maturo, salito al trono di Pietro, autore dell’enciclica Pacem in terris ed infine, post mortem, eletto patrono dell’esercito italiano schierato contro altri eserciti protetti da altri santi patroni, un assurdo accostamento che la dice lunga sull’uso di un Santo, campione della Pace e della non violenza, per beatificare le vetrine che espongono carri armati e arsenali di guerra.

Le gerarchie militari vibrano per la fase giovanile di papa Roncalli ed ignorano il tempo della sua maturità, contro ogni logica coerenza con il Suo pensiero, pietra miliare di un Pontificato che, con il Concilio Vaticano Secondo, ha posto le basi per un rapporto tra i popoli fondato sul dialogo e sul silenzio degli eserciti.

Lo stesso papa che, poco prima di morire, aveva affermato: «Giustizia, saggezza e umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci”. Nonostante questa profetica affermazione, col sostegno ibrido di chi, all’interno della Chiesa, ritiene che le benedizioni non si negano neppure a chi si esercita a fare la guerra, si è consumato il secondo atto di una commedia avviata, qualche tempo fa, con la celebrazione, in occasione del primo anniversario dell’elevazione di San Giovanni XXIII a patrono dell’esercito italiano, della GIORNATA DI PREGHIERA PER LA PACE NEL MONDO.

Un’assurdità che Pax Christi, punto Pace di Lamezia Terme, considerava allora, così come valuta, oggi, la consegna ad una caserma della reliquia, un’iniziativa totalmente priva di ogni logica giustificazione, perché gli eserciti, per loro natura, ubbidiscono alle consegne di chi per varie ragioni, anche le più squallide e insensate, le guerre le vuole e non a chi viene invocato perché non le faccia scoppiare. Una contraddizione in termini che offende chi ha dimostrato di essere per la Pace e non per gli eserciti e che richiama la Chiesa e la società nel suo complesso a rompere un silenzio che sta diventando assordante.
PAX CHRISTI PUNTO PACE LAMEZIA TERME


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