Il presidente onorario di Calabria Cardioprotetta lancia una lettera aperta agli onorevoli Gianpaolo Bevilacqua ed Emanuele Ionà e li invita il 7 novembre a Piazza Mazzini, a Lamezia Terme, per la serata dedicata alla solidarietà e alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa.
L’approvazione in Emilia-Romagna di una legge per la gestione integrata dell’arresto cardiaco extraospedaliero e la promozione della prevenzione diventa lo spunto per un appello rivolto alla Calabria. A lanciarlo è il dottor Giuseppe Colangelo, cardiologo e presidente onorario di Calabria Cardioprotetta, che ha scelto di indirizzare una lettera aperta agli onorevoli Gianpaolo Bevilacqua ed Emanuele Ionà, persone che conosce personalmente e alle quali è legato da ricordi e rapporti di amicizia.
Colangelo è calabrese, originario di Lamezia Terme, e oggi vive e lavora lontano dalla sua terra. Un legame che, sottolinea, non si è mai interrotto e che si traduce anche nell’impegno per la diffusione della cultura del primo soccorso e della cardioprotezione.
«L’esempio dell’Emilia-Romagna merita attenzione – scrive Colangelo –. È un segnale importante: le istituzioni possono affrontare il problema dell’arresto cardiaco con una visione organica, sostenendo la diffusione dei defibrillatori e la costruzione di una rete capace di intervenire tempestivamente. Perché non provare a fare lo stesso anche in Calabria?»
La richiesta è quella di avviare un percorso che porti a una proposta di legge regionale dedicata alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa e alla gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero. Un progetto che, secondo Colangelo, dovrebbe occuparsi non solo della presenza dei defibrillatori, ma anche della loro manutenzione, della segnaletica e dell’accessibilità, della formazione dei cittadini e della collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, associazioni e comunità locali.
«Un DAE deve essere presente, individuabile, funzionante e accessibile. Accanto alla tecnologia servono persone formate e una comunità consapevole, che non abbia paura di intervenire quando qualcuno sta lottando per la vita», afferma il cardiologo.
Nella lettera, Colangelo ricorda che l’arresto cardiaco può verificarsi in qualsiasi luogo: in una piazza, a scuola, in un impianto sportivo o sul posto di lavoro. Nei primi minuti, la chiamata ai soccorsi, l’avvio della rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo tempestivo del defibrillatore possono fare la differenza. Perché questi interventi siano possibili, è necessario che i dispositivi siano mantenuti efficienti e che le persone sappiano come utilizzarli.
L’appello è rivolto in particolare agli onorevoli Bevilacqua e Ionà, con cui Colangelo condivide un rapporto personale che risale anche agli anni della giovinezza. «Non conosco molti politici: conosco voi. Per questo mi rivolgo a voi con fiducia, da amico e da medico che ogni giorno incontra persone, famiglie e comunità», scrive.
L’invito ufficiale a Piazza Mazzini
Colangelo rivolge ai due rappresentanti istituzionali anche un invito ufficiale a partecipare, il 7 novembre, alla serata della solidarietà e della prevenzione della morte cardiaca improvvisa in programma a Piazza Mazzini, a Lamezia Terme.
«Gianpaolo, Emanuele, vi aspetto. Vi invito ufficialmente a essere presenti e a partecipare attivamente a questa serata: sarà un’occasione per incontrarci, parlare di prevenzione e ribadire insieme quanto sia importante rendere la nostra terra più cardioprotetta».
L’invito, precisa Colangelo, è rivolto non soltanto ai due destinatari della lettera, ma a tutti i cittadini: «A tutte le persone che amano la propria terra, che amano Lamezia Terme, che amano la Calabria e, soprattutto, che amano la vita».
Calabria Cardioprotetta è pronta a partecipare al confronto e a mettere a disposizione la propria esperienza. «Non vogliamo limitarci a denunciare ciò che manca: vogliamo collaborare perché si possa fare di più. L’esempio dell’Emilia-Romagna può essere uno stimolo: anche la Calabria può scegliere di investire con decisione nella prevenzione e nella protezione dei cittadini».
La lettera si chiude con un invito diretto: «Gianpaolo, Emanuele, fatevi promotori di questa iniziativa. Noi di Calabria Cardioprotetta ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte».
