rape-e-salsiccia-1
25 dicembre 2017

Ricette calabresi-cucina leggendaria

Pranzo di Natale in Calabria: istruzioni per l’uso


Nel resto d’Italia non so, ma da noi il 25 dicembre alle 7 del mattino si sta già apparecchiando la tavola e friggendo vrascioli e purpetti per quello che sarà il pranzo più bello, più lungo e più ricco di affetti familiari e buon cibo.

Oggi forniremo ai non-calabresi che trascorrono il Natale in Calabria una serie di informazioni utili, iniziando dal menù: scordatevi le 13 portate della Vigilia perché quelle del pranzo saranno molte di più e di un numero imprecisato, che varia a seconda dell’umore delle mamme e della presenza di figli sciupati che tornano a casa per le feste.

Il pranzo del 25 dicembre prevede comunque la pasta fatta in casa, scilatielli o strangugliaprieviti, condita con ragù di solo maiale oppure con ragù di carne di maiale insieme a polpette e vrascioli (sempre di carne) e la pasta al forno, un timballo di pasta condita con sugo di pomodoro e farcita con soppressata, polpettine, uova sode, caciocavallo silano e formaggio pecorino grattugiato.

Per i secondi è tradizione preparare rape affogate con salsiccia piccante, capretto al forno con patate, purpetti (polpette fritte di carne) e vrascioli (involtini di carne di maiale ripieni di un trito di lardo, prezzemolo, pezzetti di formaggio caprino o pecorino e peperoncino).

I contorni sono pittilluzzi (frittelle) di zucca, pittilluzzi di cavolfiore, vrascioli (crocchette) di patate, insalate di broccoli e cavolfiori e, tra una portata e l’altra, finocchi crudi per “sgrassare”. Il tutto è accompagnato da buon pane casareccio e vino rosso che fa sangue.

Nel tardo pomeriggio, al momento dello spumante e dell’assaggio dei vari turdilli, petrali, cannariculi, pignolata e già che c’è anche una fetta di panettone (che qualche mamma o zia avrà provveduto a farcire con una bella crema al cioccolato o al bergamotto) sarete presi da una strana euforia unita al desiderio di abbracciare tutti e di giocare a tombola.

Quando vi offriranno un grappino o il nocino della nonna per digerire, guarderete l’orologio, vi renderete conto che avete mangiato per 6 ore di seguito e che è ora di andare via. A questo punto dovrete abbracciare e baciare tutti i presenti e prima di andare via un’amorevole donna della famiglia vi metterà tra le mani “la partenza” (vassoietto con porzioni del cibo rimasto da consumare a casa) e non perchè partite, ma perchè da noi il cibo “si parte”, cioè si divide con gli altri. In genere la partenza è accompagnata da un invito a inviterà a tornare per Ferragosto.

Arrivati nell’ascensore, ripensando alla giornata trascorsa, solleverete la stagnola della partenza e sarete invasi da un meraviglioso odore di fritto. Sicuramente vi verrà da piangere e in lacrime telefonerete ai colleghi per organizzare i turni delle ferie…
Annamaria Persico


Leggi anche...



News
SANITA’. RIFLESSIONE SUI DATI DELLA...

di Fiore Isabella  Sono giorni di forte malcontento in Calabria per i...


News
FISIO360, la fisioterapia comincia prima della...

Sabato 12 settembre, dalle ore 9, al Complesso Monumentale del San Giovanni,...


News cultura, spettacolo, eventi e sport
A San Costantino Calabro il Festival Lumèra dal 4...

di LUCIA DE CICCO Un festival all’ insegna della riscoperta delle tradizioni il Lumèra...


News cultura, spettacolo, eventi e sport
Arriva «La Notte Piccante», l’attesissimo...

Torna la Notte Piccante, il 18, il 19 e il 20 settembre 2026, nel centro storico di...